Conte o Salvini: uno sarà bastonato. Quei 10 migranti o entrano o non entrano

di Alessandro Camilli
Pubblicato il 10 gennaio 2019 9:54 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2019 9:54
Giuseppe Conte o Salvini: uno sarà bastonato. Quei 10 migranti o entrano o non entrano

Conte o Salvini: uno sarà bastonato. Quei 10 migranti o entrano o non entrano (foto d’archivio Ansa)

ROMA – Conte o Salvini: uno dei due sarà bastonato. Bastonato dai fatti e un po’ da se stesso. Uno dei due sarà bastonato per come hanno deciso di mettersi, ostinati quanto teatranti, sulla questione dei 49 migranti sulle due navi in mezzo al mare. Questione quantitativamente minima, 49 migranti…

Ma Salvini ne ha fatto questione capitale: porti chiusi, non sbarca nessuno, sono di Malta, se li prenda l’Europa che non se li prende mai, io non mollo…Insomma Salvini ha detto al popolo, soprattutto al popolo anti immigrati e migranti, dovranno passare sul mio corpo per farli entrare in Italia.

Conte e Di Maio nelle stesse ore e giorni parlavano altra lingua. Prima la incauta proposta di accogliere solo donne bambini. Forse senza neanche rendersi conto conto che non era offerta umanitaria ma crudele, crudelissima. Equivaleva a separare i figli dai genitori, cosa di cui perfino Trump si è pentito  rispetto ai suoi di immigrati. Poi la trattativa condotta con Malta e altri paesi europei.

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Trattativa che portava ad un accordo: Malta li fa sbarcare e poi i 49 se li prendono otto paesi europei, più o meno sei immigrati per nazione. Salvini aveva appena finito di dire, ripetere: porti chiusi! Conte diceva in tv: vuol dire li andrò a prendere in aereo.

Vertice notturno tra Salvini e Conte, tra Lega e M5S che parlano due lingue diverse. E che alla fine faranno finta, neanche tanto, di aver deciso la stessa cosa. Salvini esce dal vertice e comunica al suo elettorato e al paese: ne prendiamo dieci di quei migranti dopo e se gli altri paesi europei si prendono non solo i loro di questo lotto di arrivi ma anche quelli che non si sono ancora presi delle altre volte e sbarchi.

Significa in italiano e significa soprattutto in lingua elettorale (a maggio si vota) che i dieci non arrivano. Non arrivano subito e arrivano solo se vengono rispettate le condizioni preventive di Salvini. Significa che comanda Salvini e che Salvini comanda che ne entrano 10 se ne escono cinquanta.

Conte da Palazzo Chigi fa sapere che di quei migranti ne arrivano 10 in Italia, che questo è l’accordo con Malta e con gli altri paesi europei. Che i 10 saranno accolti dalla Chiesa Valdese. E che si ricorda agli altri paesi europei che sono ancora inadempienti rispetto ad impegni presi sulla ricollocazione. Significa in italiano che i 10 migranti arrivano, arrivano sicuramente e che non ci sono condizioni preventive senza le quali non arrivano. Significano in lingua elettorale che c’è un limite al potere di Salvini e un limite anche nel chiudere le frontiere.

Su una cosa sola Salvini e Conte si mostrano totalmente d’accordo: nel comunicare al paese tutto che per quei 10 migranti non ci si mette un euro. Paga Chiesa Valdese. Come altra volta fu comunicato pagava Chiesa cattolica. A Conte, Salvini e Di Maio piace raccontare e si compiacciono di raccontare e assicurare che non un euro italiano verrà tirato fuori da tasche italiane. Piace dar soddisfazione all’ossessione popolare di dover tirare fuori soldi. Per i migranti, per il Parlamento, per esercito, marina e aviazione, per le grandi infrastrutture e per un sacco di altre cose che non siano il proprio fine mese.

A parte il non ci mettiamo un euro, tra Salvini e Conte, tra Lega e M5S non c’è nulla di reale accordo su questa dei migranti. Non c’è e non ci può essere perché non dei 10 migranti in realtà si tratta. Dieci, dovunque li metti neanche si vedono, fossero anche cento. Si tratta delle bandiere elettorali. Prima tra tutte la prima e più alta bandiera della Lega di Salvini: il basta e il no all’immigrazione. La più grande ed efficiente fabbrica di voti per la Lega, di questo si tratta. E per Conte ed M5S si tratta di mostrare al proprio elettorato che governare con Salvini è utile, che Salvini val bene un governo, che a Salvini si è consegnato il corpo…ma non l’anima.

Però sbandierando e innalzando bandiere elettorali Conte e Salvini si sono ficcati reciprocamente all’angolo: uno dei due sarà bastonato. Perché quei 10 migranti o entrano o non entrano in Italia. Se entrano, bastonato dai fatti Salvini, dai fatti e dalla sua stessa propaganda. Se non entrano, bastonato Conte, bastonato come premier che non ha il potere cdi decidere, tanto meno l’ultima parola.

Come dicevano i latini, terza possibilità non c’è: o entrano o non entrano.