Controllare pc e telefoni aziendali: la norma del Jobs Act che divide il Pd

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Giugno 2015 14:20 | Ultimo aggiornamento: 24 Giugno 2015 14:20
Controllare pc e telefoni aziendali: la norma del Jobs Act che divide il Pd

Controllare pc e telefoni aziendali: la norma del Jobs Act che divide il Pd

ROMA – Controllare i propri dipendenti a distanza monitorando i telefoni e i computer aziendali. Questa la norma che potrebbe essere inserita nel Jobs Act e che divide il Pd. Il Garante per la privacy, Antonello Soro, chiede garanzie per i lavoratori mentre alle Camere si discute il decreto attuativo del Jobs Act che prevede questi controlli.

Soro, scrive SkyNews, ha presentato la sua relazione in Parlamento e spiegato che vanno impedite le forme ingiustificate e invasive di controllo:

“Nei rapporti di lavoro, il crescente ricorso alle tecnologie nell’organizzazione aziendale, i diffusi sistemi di geolocalizzazione e telecamere intelligenti hanno sfumato la linea – un tempo netta – tra vita privata e lavorativa. Un più profondo monitoraggio di impianti e strumenti non deve tradursi in una indebita profilazione delle persone che lavorano. Occorre sempre di più coniugare l’esigenza di efficienza delle imprese con la tutela dei diritti”.

SkyNews spiega inoltre che in tutto sono 4 i decreti legislativi del Jobs Act sui controlli, decreti che sono stati approvati dal consiglio dei ministri ma devono ancora concludere l’iter in Parlamento:

“La scorsa settimana, dopo alcune contestazioni sindacali, il ministero del Lavoro aveva ribadito che la norma sui controlli a distanza inserita in uno dei decreti rispetta le norme sulla privacy fissate dal Garante.

Secondo il governo, gli strumenti di controllo a distanza possono essere installati «esclusivamente per esigenze organizzative e produttive, per la sicurezza del lavoro e per la tutela del patrimonio aziendale» ed esclusivamente «previo accordo sindacale o, in assenza, previa autorizzazione della Direzione territoriale del lavoro o del ministero».

Il ministero del Lavoro, nella nota diffusa oggi, ha ribadito inoltre che «per quanto riguarda gli strumenti che vengono assegnati al lavoratore per rendere la prestazione lavorativa (quali cellulari, tablet e pc) non si autorizza nessun controllo a distanza, ma si chiariscono semplicemente le modalità e i limiti per l’utilizzo di questi strumenti e dei dati raccolti attraverso di essi»”.