Al via la Convention Fli: un ‘manifesto per l’Italia’ e Fini che annuncia: “Nulla ci è precluso”

Pubblicato il 6 Novembre 2010 21:11 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2010 21:24

”Ho un incarico, il più grande che mi è stato affidato nella mia vita di spettacolo e di politico: leggere il ‘Manifesto per l’Italia’“. Luca Barbareschi tradisce l’emozione, ma sintetizza perfettamente il clima che si respira alla Convention di Futuro e Libertà. Un’atmosfera di festa, con un parterre vasto e assortito, più di 4000 persone, nella quale irrompe a sorpresa Patrizia D’Addario, la escort diventata famosa dopo lo scandalo sessuale che ha visto coinvolto Silvio Berlusconi. Una presenza scomoda che immediatamente i finiani definiscono ”una provocazione”.

L’assise di Fli prende il via tra bandiere tricolori, slogan che inneggiano al ”cambiamento”, sulle note dell’Inno d’Italia che tutti cantano in piedi nella sala gremita. Una giornata di interventi che Gianfranco Fini ha il compito di sintetizzare nel suo ”discorso all’Italia” che, in un senso o nell’altro, segnerà il futuro della legislatura.

Sul palco si alternano Italo Bocchino, Adolfo Urso, Silvano Moffa, quei ‘falchi’ e quelle ‘colombe’ che attendono dal loro leader la ”svolta” per Fli e per la legislatura.

Fini prende brevemente la parola: ”Nessun traguardo può esserci precluso, ogni obiettivo può essere raggiunto e abbiamo, lo dirò meglio domani, obiettivi ambiziosi”. Poi, rinvia tutto al suo intervento di domani, così la scena è tutta per i vertici del partito.

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Bocchino annuncia: ”Andremo ben oltre” l’appoggio esterno al governo, ma le parole dei presidente dei deputati finiani vengono frenate da chi come Adolfo Urso spiega: ”Il nostro obiettivo non è fare la santa alleanza contro qualcuno” ma ”nemmeno un’Arca di Noè per salvare altri”.

Su una linea più prudente si pone anche Moffa che avverte però il Pdl chiedendo un ”rinnovamento al di là dei 5 punti che Berlusconi ha messo sul tavolo”.

Il ‘Manifesto per l’Italia’ ha il compito di raccogliere tutte le posizioni: ”Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante e accogliente”: si legge nelle prime righe. Un documento programmatico che propone idee e intenti ma rimarca anche punti ”concreti” come gli interventi per un ”fisco equo con sanzioni per l’abusivismo e l’evasione fiscale”.

Tutto segue una regia precisa fin quando sulla scena irrompe la D’Addario. Gli organizzatori temono che si possa distogliere l’attenzione dalla convention. La giovane donna barese arriva nel pomeriggio e ruba l’attenzione dei media. ”Stimo Fini come politico e sono qui per capire di più”, spiega ai cronisti che le chiedono il motivo della sua presenza.

Ma la ‘comparsata’ della giovane barese non viene ben accolta. ”La mia – ribatte – non è assolutamente una provocazione”. La escort barese addirittura non esclude una sua candidatura per Fli: ”Se posso fare qualcosa anch’io – replica ai giornalisti che glielo chiedono – Sono già stata candidata per la destra ma ora voglio solo ascoltare”.

La folla inizia a rumoreggiare, arriva qualche fischio, qualche ”vai via”. Lei inizialmente pare non dargli ascolto ma non regge e parte all’attacco: ”Io sono pulita – dice – più di molti di voi”. La gente le urla: ”Vai via. Hai sbagliato partito, questo non è il Pdl”. ”Io ho sempre detto la verità e questo è il ringraziamento. Ho avuto coraggio, nessuno avrebbe avuto il coraggio che ho avuto io”. La D’Addario, illuminata dai faretti delle telecamere che la circondano, si lascia sfuggire qualche lacrima e lascia la fiera di Bastia Umbra che ospita la convention dei futuristi. Domani, forse, tornerà. Lo lascia intendere facendo un riferimento al discorso che terrà Fini e che lei vorrebbe ascoltare, ma chissà, se dopo tutto quello che è accaduto, tornerà davvero.