Coordinatore Fdi mostra foto di un sedere durante mozione sulla violenza di genere

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Novembre 2020 12:36 | Ultimo aggiornamento: 24 Novembre 2020 14:02
Coordinatore Fdi mostra foto di un sedere durante mozione sulla violenza di genere

Coordinatore Fdi mostra foto di un sedere durante mozione sulla violenza di genere

Il coordinatore di Fratelli d’Italia Priamo Bocchi mostra la foto di un sedere maschile. Mentre a Parma in Consiglio comunale si discute della violenza di genere.

La foto di un uomo che si abbassa i pantaloni e si china in avanti, mostrando il sedere: questo pubblica il coordinatore Fdi Priamo Bocchi. Una foto pubblicata su Facebook mentre era in corso una discussione in Consiglio comunale, convocato in streaming, sulla violenza sulle donne.

Il coordinatore Fdi protesta col sedere quindi, un modo da molti giudicato vergognoso per esprimere il proprio dissenso alla mozione in discussione. In primis dal sindaco di Parma Federico Pizzarotti che scrive: “Onorevole Giorgia Meloni, lui è Priamo Bocchi, coordinatore di Parma di Fratelli d’Italia. Il giorno prima della giornata internazionale contro la violenza sule donne, con un fotomontaggio mostra sprezzante il deretano verso la discussione in Consiglio comunale. Su una mozione contro le discriminazioni di genere e le violenze legate al sesso”.

“Come a dire: della violenza e delle discriminazioni sessuali Fratelli d’Italia se ne frega. Calo le braghe e vi mostro il deretano”, denuncia il sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Quindi Pizzarotti prosegue: “Ci dica se questo è il pensiero squallido di Fratelli d’Italia o solo del signor Bocchi. Lo chiedo perché anche Parma, purtroppo, è stata teatro di brutali femminicidi e di gesti discriminatori. Lo squallore di Bocchi offende prima di tutto le donne di Parma che purtroppo oggi non ci sono più, le ricordo qui: Elisa Pavarani, Virginia Fereoli, Silvia Mantovani, Dino Curi Huansi, Cosmina Burlan, Gouesh Woldmichael Gebrehiwot, Michelle Campos, Alessia Della Pia”.

Ma Bocchi prima si difende, poi si cancella da Facebook e si dimette

Priamo Bocchi prima di dimettersi ha rimosso il post e scrive su Facebook: “Il mio post satirico e il mio fotomontaggio dissacrante (la satira buona o cattiva che sia non deve aver troppo riguardo) che ho pensato poi di rimuovere era un filino border line ma lo trovavo divertente (in fin dei conti c’è ben di peggio di un culo in giro sui social). Comunque l’ho rimosso per evitare fraintendimenti o che qualcuno se ne sentisse offeso”. 

“Nel merito: la mia critica era volta a rimarcare l’inopportunità e inutilità di una discussione del genere, svolta all’interno di un consiglio comunale, riguardante una mozione pretestuosa e relativa all’approvazione di una proposta di legge, la legge Zan, che viene già discussa (e speriamo non sarà approvata) in Parlamento”.

“Legge Zan che non aggiunge nulla alla lotta alle violenze di genere (il nostro codice penale non ha lacune in questo) ma che, obiezione già sollevata da parte del mondo cattolico e dal centrodestra, introduce tra l’altro lo svolgimento obbligatorio di lezioni contro l’omofobia e gli stereotipi di genere fin dalle elementari, nonché pericolose limitazioni alla libertà di pensiero, di parola e di espressione. Io la libertà me la vorrei sempre tenere stretta”.

Poi la decisione di Bocchi di abbandonare Facebook: “Ho 50 anni, ho una famiglia meravigliosa e mi ritengo una persona ironica, mite, ben educata, rispettosa, amante della libertà, tollerante e mediamente intelligente. Non intendo subire il linciaggio di offese, odio e ingiurie per un mio esercizio di satira politica. Oggi chiuderò il mio profilo Facebook. Abbraccio i miei amici e compagni di viaggio e mostro un’ultima volta il deretano ai gendarmi del pensiero unico, ai censori della libertà e ai fomentatori di odio“.