Coronavirus e campionato, Serie A a un passo dalla sospensione? Oggi si gioca. E poi?

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2020 10:14 | Ultimo aggiornamento: 30 Settembre 2020 10:40
Coronavirus e campionato, Spadafora e Sileri: "Campionato va avanti"

Coronavirus e campionato, Spadafora e Sileri: “Campionato va avanti” (foto Ansa)

Coronavirus e campionato, si va avanti o sospensione? Nel governo favorevoli e contrari. Intanto oggi si gioca.

Coronavirus e campionato, a che punto siamo? Insomma: il campionato va avanti o no? 

Per ora sembra di sì. Il campionato andrà avanti malgrado i 14 positivi del Genoa. E infatti stasera (mercoledì 30 settembre) si giocano i recuperi della prima giornata. Ma non tutti nel governo la pensano allo stesso modo. E allora prende corpo l’idea che il campionato possa essere sospeso (seppur momentaneamente) in attesa che la situazione sia più chiara.

Il fronte del sì

Basta abbraccia ma si va avanti dice, per esempio, il vice ministro della Salute Pierpaolo Sileri.

Stessa linea per il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora.

Il caso dei positivi del Genoa “mi preoccupa tanto – le sue parole – Sentirò Gravina e Dal Pino. Campionato a rischio interruzione? No, non credo che siamo ancora in queste condizioni“.

Le parole di Sileri

“I giocatori smettano di abbracciarsi e baciarsi, anche dopo un gol: i nostri sportivi sono forti e preparati, sapranno come contenersi.

Se si hanno contatti stretti, per esempio con il portiere Perin, si deve andare in quarantena -dice- e non deve farlo necessariamente tutta la squadra”.

E i giocatori “non dovrebbero abbracciarsi dopo il gol: vale per tutti anche ai funerali, non vedo perché non debba valere per una partita. Non bisogna avere contatti che mettano a rischio chi ti è vicino”.

Quanto a un’eventuale sospensione del campionato di Serie A, Sileri non si sbilancia ma osserva che “quando hai una squadra con 14 positivi anche disputare una partita diventa quasi difficile.

Qualunque persona entrata in stretto contatto con un positivo dovrebbe mettersi in quarantena.

Se qualcuno del Napoli dovesse risultare positivo, e nel frattempo ha contagiato qualcun altro, capite che si arriva al blocco. Se ci sono casi positivi in due squadre di Serie A che si devono fermare…

Se dovessero aumentare i casi, da medico dico che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per 7 giorni sicuri: tamponi a tutti e se trovi altri positivi devi fermarti finché non si esaurisce questo momento di possibile aumento dei casi. Bisogna considerarlo come un focolaio”.

“Il ruolo dei tamponi -prosegue Sileri- in alcuni casi è sopravvalutato.

E’ ancora adesso l’indagine migliore, però la tempistica è importante. Non è detto che nella fase d’incubazione sia positivo”.

“Quest’esperienza insegna che l’uso del tampone deve essere regolamentato, e la quarantena rimane il gold standard per prevenire il contagio: se hai un contatto con una persona che è risultata positiva, dovresti metterti in quarantena. E la mascherina è il presidio più importante, insieme alla distanza”.

Il fronte del no

“I protocolli che abbiamo sottoscritto parlano chiaro, il campionato di Serie A deve essere sospeso.”

Così il sottosegretario alla Salute, Sandra Zampa a “The Breakfast Club” su Radio Capital parlando dei 14 positivi del Genoa.

“Quando c’è un numero di positivi così alto, non si può che fermare il campionato. I positivi non sono in grado di giocare, e possono contagiare altre persone. Il protocollo è stato sottoscritto anche dalla Federazione calcio. E nessuno al momento sta facendo pressioni su di noi”.

“Il comitato tecnico scientifico è radicalmente contrario alla presenza dei tifosi sugli spalti. Su questo si è già espresso”. (Fonti: Ansa, Adnkronos).