Coronavirus, circolare Ministero dell’Interno esplicativa su Dpcm 22 marzo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2020 14:59 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2020 14:59
Coronavirus, circolare Ministero dell'Interno esplicativa su Dpcm 22 marzo

Coronavirus, circolare Ministero dell’Interno esplicativa su Dpcm 22 marzo

ROMA – Nella serata di lunedì 23 marzo, il Ministero dell’Interno ha prodotto una nuova circolare (qui il PDF) a seguito dell’emanazione del Dpcm del 22 marzo. 

La circolare espone chiarimenti in merito al Dpcm ed in particolare approfondisce i punti salienti del provvedimento:

  • in quali casi attività produttive industriali e commerciali sono sospese e quali invece sono consentite;
  • la non sospensione delle attività professionali a determinate condizioni;
  • il divieto per le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi salvo alcuni casi (comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza o per motivi di salute).

In sostanza, si spiegano ai Prefetti alcuni aspetti che potevano non essere chiari.

Chi resta aperto.

Si ribadisce che laddove si applichi il Dpcm, gli studi professionali restano aperti. 

Poi, riguardo le attività produttive (filiera di attività non sospese, difesa, aerospazio e ciclo continuo, ecc.), la comunicazione richiesta, integra un’autorizzazione preventiva o un controllo successivo? La risposta è sì, si può aprire. Il controllo avviene successivamente. Nella comunicazione va dettagliata la filiera di cui si è parte. A questo punto, il Prefetto deve consultarsi con gli organi regionali, in maniera che la decisione di tenere aperto o far chiudere sia solidamente motivata.

Chi può spostarsi.

Si può andare a fare la spesa al punto vendita più vicino anche se questo è situato in un altro Comune.

Ci si può recare al punto vendita più vicino a casa per fare la spesa, anche se questo non è sul territorio in cui si vive. 

E diverso ancora è per chi ha intolleranze, patologie o condizioni – come la celiachia – tale per cui alcuni prodotti necessari si trovano solo in certi negozi, presenti in un comune in cui si vive. In questi casi vale il principio della necessità urgente, per il quale è sempre possibile spostarsi. Ciò che invece viene meno è il principio della preferenza commerciale.