Coronavirus, Di Maio: “C’è chi è andato a farsi un safari il 10 marzo e poi si è lamentato per la jeep”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Marzo 2020 16:03 | Ultimo aggiornamento: 29 Marzo 2020 16:03
Di Maio, jeep

Coronavirus, Di Maio: “C’è chi è andato a farsi un safari il 10 marzo e poi si è lamentato per la jeep”

ROMA – Ospite di Otto e mezzo, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha parlato di coronavirus, Europa, di soldi, di restrizioni e poi, tra un discorso e l’altro, si è anche parlato degli italiani all’estero.

“Noi all’estero abbiamo 5 milioni di persone col passaporto italiano. Nelle ultime settimane abbiamo fatto rientrare migliaia di studenti Erasmus, di turisti e di cittadini che lavoravano all’estero ma risiedevano in Italia. Certo, con delle precauzioni. Noi aiuteremo i cittadini in difficoltà a rientrare ma i residenti all’estero è opportuno che restino lì”.

Fin qui niente di nuovo. Fin qui tutto normale. Un resoconto normale di un ministro degli Esteri.

Poi però Di Maio si è lasciato sfuggire un aneddoto. L’aneddoto dell’italiano che ha deciso di partire per un safari lo scorso 10 marzo:

“Mi permetta però di dire una cosa: in questi giorni sicuramente la maggior parte dei cittadini all’estero era in buona fede. Poi però c’è stato qualcuno che ha deciso di andarsi a fare un safari il 10 marzo e, fatto il safari, rientrando si è lamentato che non lo rimpatriavamo in tempi utili e non facevamo rientrare anche la sua jeep e la sua moto. Ecco: in questi casi, per fortuna, ringrazio il mio staff che non mi ci ha fatto parlare direttamente perché avrei saputo cosa dirgli”.

Ecco: ci mancava solo l’italiano di ritorno dal safari che si lamenta per far rimpatriare la sua jeep. Ci sarebbero tante cose da dire ma forse, come indicato da Di Maio, è meglio di no. Forse è meglio un semplice no comment.

Fonte: Otto e mezzo.