Coronavirus, Fontana: “Convinto che dal 3 giugno i lombardi potranno circolare in tutta Italia”

di redazione Blitz
Pubblicato il 28 Maggio 2020 18:16 | Ultimo aggiornamento: 29 Maggio 2020 8:37
Coronavirus, Fontana: "Convinto che dal 3 giugno i lombardi potranno circolare in tutta Italia"

Coronavirus, Fontana (nella foto Ansa): “Convinto che dal 3 giugno i lombardi potranno circolare in tutta Italia”

MILANO  –  “Sono convinto che dal 3 giugno i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia”: ad esserne convinto è il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 

In diretta Facebook, il governatore ha detto che i dati sui contagi da coronavirus sono “tutti positivi e in miglioramento”.

Per questo crede che “la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento”, ha aggiunto.  

“Abbiamo esaminato i dati relativi alla Regione Lombardia che abbiamo inviato all’istituto superiore di sanità – ha spiegato Fontana – e abbiamo potuto evidenziare come siano tutti estremamente positivi e tutti in miglioramento rispetto alle precedenti settimane questo vuol dire che la situazione sta sostanzialmente migliorando”.

“Credo quindi – ha aggiunto il governatore – che in previsione del provvedimento governativo in cui si stabilirà la riapertura delle singole Regioni, la possibilità di circolazione tra le diverse regioni credo che la Lombardia rientrerà sicuramente nel novero delle regioni che avranno libertà di movimento”.

Il governatore si è detto “molto confidente sul provvedimento che verrà emanato dal governo. E sono convinto – ha concluso – che dal 3 i lombardi saranno liberi di circolare in tutta Italia”. 

Lo scontro tra la Fondazione Gimbe e la Regione Lombardia 

Le parole di Fontana arrivano al termine di una giornata che ha visto lo scontro tra il Pirellone e la Fondazione Gimbe sui numeri reali dei contagi da coronavirus in Lombardia. 

Secondo Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, “c’è il ragionevole sospetto che sia così (che i dati siano truccati, ndr), anche perché in Lombardia si sono verificate troppe stranezze sui dati nel corso di questi tre mesi. Soggetti dimessi che venivano comunicati come guariti andando ad alimentare il cosiddetto silos dei guariti. Alternanze e ritardi nella comunicazione dei dati, cosa che poteva essere giustificata nella fase dell’emergenza quando c’erano moltissimi casi ma molto meno ora, eppure i riconteggi sono molto più frequenti in questa fase 2”.

I dati sono più che mai importanti in vista della decisione sulla fase che partirà da mercoledì 3 giugno sulla riapertura o meno della mobilità tra regioni italiane. 

Decisivi saranno i dati dei monitoraggi sull’andamento epidemiologico, a partire da quelli attesi per venerdì 29 maggio e che ci consegneranno la fotografia dei contagi, e non solo, avvenuti nella seconda settimana relativa alle prime riapertura del 4 maggio e quelli relativi al 18 maggio, data di riavvio di molte attività commerciali.

Sarà sulla base di tali dati, elaborati dal ministero della Salute e dall’Istituto superiore di sanità (Iss), che il governo deciderà in merito al riavvio della mobilità tra le Regioni.

A pesare, nella valutazione, non sarà un solo elemento ma 21 indicatori individuati per ‘pesare’ il grado del rischio.

Un algoritmo tra tutti gli indicatori permetterà di definire se in un territorio le condizioni sono positive o di allerta. E le decisioni saranno conseguenti. (Fonte: Ansa e Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev)