Coronavirus, appello genitori a ministro Azzolina: “Riaprire le scuole a maggio come negli altri Paesi europei”

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 Aprile 2020 15:59 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2020 16:07

Coronavirus, appello genitori a ministro Azzolina (nella foto Ansa): “Riaprire le scuole a maggio come negli altri Paesi europei”

MILANO  “Bilanciare il diritto alla salute con tutti gli altri diritti fondamentali, fra i quali quello all’istruzione”: è quanto chiedono con una lettera alla ministra Azzolina oltre 1000 tra genitori, docenti, educatori, pediatri, psicologi, giornalisti, già attivi nel comitato promotore di “un’ora d’aria” per i bambini italiani.

Con l’hasthag #PrimaLaScuola, si chiede alla ministra dell’Istruzione di “garantire il diritto all’istruzione al pari degli altri Paesi europei, progettare e organizzare la ripresa delle attività scolastiche in presenza almeno a settembre, e anche prima per i più piccoli”; “fornire un’informazione tempestiva chiara e aggiornata circa il lavoro di programmazione che il governo sta svolgendo sul tema”.

E ancora: “Pianificare il prima possibile gli accorgimenti per la riapertura di tutte le scuole in sicurezza, anche in relazione alle diverse situazioni sociali ed epidemiologiche”; “sin dalle prossime settimane, e comunque dalla cosiddetta fase 2, riaprire i servizi educativi facoltativi alla prima infanzia, nidi e materne (l’anno scolastico per loro già correntemente si chiude a luglio), e le scuole primarie, eventualmente con gradualità (dando precedenza alle prime classi); nonché, se la situazione epidemiologica lo consentisse, prevedere, con gli opportuni accorgimenti di distanziamento (eventuali turni ecc.).

Si chiede infine “la conclusione dell’anno scolastico in aula anche per le classi che concludono un ciclo (quinta elementare, terza media e maturità)”. E poi “lavorare a un piano di riapertura delle scuole e degli asili adeguato ai bisogni dei bambini e degli adolescenti, e un intervento finanziario importante per garantire tutto ciò”. La Petizione è già online all’indirizzo di Avaaz (fonte: Ansa).