Coronavirus, il ministro Speranza: “Lockdown ha funzionato ma ci vuole poco per tornare indietro”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Maggio 2020 19:58 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2020 19:59
Speranza, Ansa

Coronavirus, il ministro Speranza: “Lockdown ha funzionato ma ci vuole poco per tornare indietro” (foto Ansa)

ROMA – “I dati confermano che il lockdown ha funzionato ma ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi fatti.

Apriamo e ripartiamo dunque ma con grandissima attenzione se non vogliamo sprecare il vantaggio acquisito in queste settimane”.

Il ministro della Salute Roberto Speranza, intervistato al Tg 3, commenta così i dati positivi che arrivano dalla Protezione Civile.

Capitolo tamponi

“L’Italia – dice il ministro Speranza – è tra i paesi che in assoluto ha fatto più tamponi rispetto alla popolazione.

Dobbiamo continuare a farli e ogni volta che c’è una persona che ha sintomi e ha bisogno di un tampone ma il tampone non arriva, c’è un problema da risolvere”.

“Abbiamo investito 3 miliardi 250 milioni su questa strategia, rafforzato in maniera inedita ospedali e territorio”.

Capitolo tracciamento

“Il tracciamento si fa innanzitutto con le persone e noi ne stiamo assumendo moltissime nel Servizio sanitario nazionale:

24.000 assunzioni ci sono state dall’inizio di questa crisi, persone in carne e ossa che devono provare a combattere questo virus”.

“La app può servire. L’auspicio è che da fine maggio possa essere avviata una sperimentazione, per aggiungere un nuovo strumento alla strategia in campo”.

Coronavirus in Italia, i numeri di oggi

Le vittime di coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore sono state soltanto 99.

Si tratta dell’incremento più basso dal giorno dell’inizio del lockdown lo scorso 11 marzo. 

In totale, le vittime da inizio quarantena sono 32007.

Sono 225.886 i contagiati totali per il coronavirus in Italia, 451 più di ieri.

Il dato comprende attualmente positivi, vittime e guariti. Ieri l’incremento era stato di 675.

Quattro regioni hanno zero contagi: Umbria, Sardegna, Calabria e Basilicata. Il dato è stato reso noto dalla Protezione Civile. (Fonte: Ansa).