Coronavirus: Sileri, viceministro Sanità, va messo in quarantena? La Bernini insinua

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Febbraio 2020 16:08 | Ultimo aggiornamento: 8 Febbraio 2020 16:08
Coronavirus Sileri, viceministro della Sanità, va messo in quarantena? Bernini..

Coronavirus Sileri, viceministro Sanità, va messo in quarantena? Bernini.. (nella foto Ansa, Pierpaolo Sileri)

ROMA – Il viceministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, può essere contagioso? E va messo in quarantena? Se lo è chiesto (e lo ha chiesto pubblicamente) il capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini. Se lo è chiesto, la Bernini, perché Sileri è particolarmente attivo sulla questione Coronavirus: è stato lui, ad esempio, ad occuparsi degli italiani fatti rientrare da Wuhan e attualmente alla Cecchignola. Ma lo stesso Sileri, sui social, ha risposto di essersi sottoposto a tutti i test del caso e di non essere risultato contagioso.

Bernini: “Sileri va messo in quarantena?”.

“Leggo le dichiarazioni del viceministro Sileri, secondo cui sarà allungata di qualche giorno la quarantena alla Cecchignola per tutti i nostri connazionali che sono stati in contatto con il paziente italiano risultato positivo al Coronavirus dopo qualche giorno dal rientro dalla Cina. Mi chiedo preoccupata – e lo feci presente inascoltata lunedì sera al vertice di Palazzo Chigi – perché lo stesso Sileri, che ha fatto con loro il viaggio di ritorno in aereo da Wuhan, non è stato sottoposto alle stesse misure precauzionali, visto che ha trascorso molte ore insieme al giovane contagiato che, pur avendo già contratto il virus, era asintomatico. E’ una domanda che mi sento di porre alle autorità sanitarie, e spero di essere rapidamente rassicurata”. Lo afferma Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia.

La risposta di Sileri su Facebook.

Ecco il lungo post su Facebook con cui Sileri ha risposto:

Vediamo alcune risposte rapide per rasserenare tutti.
– Esistono protocolli severi, condivisi e rispettati da tutti coloro che ogni giorno rischiano la propria incolumità per aiutare gli altri, per senso di DOVERE, qualunque esso sia. PROTOCOLLI del mondo scientifico.

– Sarebbe come dire che non siamo in grado di gestire emergenze, che lo Stato è insicuro che non garantisce. Che tutti coloro che con coraggio hanno lavorato a questa operazione ne hanno sottovalutato i rischi. Che i protocolli di massima sicurezza non la garantiscono!

– Ed allora coloro che quotidianamente gestiscono infezioni in ospedale, che tentano e spesso salvano i nostri pazienti, in sala operatoria, nelle terapie intensive, nelle oncoematologie, nei reparti di isolamento in generale come anche quelli dello Spallanzani, allora potrebbero essere un rischio nonostante i PROTOCOLLI? Assolutamente no. Protocolli che garantiscono la massima sicurezza possibile.

– Per finire, visto che si fa riferimento a me, posso solo aggiungere altre due cose: la prima è la foto allegata e sicuramente per lui non prenderei alcun rischio che non sia controllato. E lui non è diverso dai 4 neonati che abbiamo riportato. Anzi ne avevo proprio uno a poca distanza anche se separato da un telo (in aereo la nostra zona era separata anche!). Mi ha svegliato durante il volo di ritorno da Wuhan. Nel dormiveglia l’ho scambiato per mio figlio dal timbro del pianto. Ma era un connazionale cinese. Ed ho scoperto che a quell’età piangono e ‘parlano’ nella stessa maniera. Non ci avevo mai fatto caso. L’ho imparato lì. E questo ha confermato la mia consapevolezza che ognuno di quei neonati poteva essere mio figlio e doveva tornare a casa. Foto scattata ora…lui dorme con noi stanotte! Non voglio svegliarlo ora.
– La seconda cosa, forse meno interessante del resto, il tampone del sottoscritto ed il test per il nuovo coronavirus è Negativo. Quindi serena. Possiamo salutarci anche con contatto e magari tutti insieme andare a cena in un ristorante cinese, così conosci la mia famiglia e, sono sincero, mi farebbe piacere. (Fonti: Ansa e Facebook).