Coronavirus, Speranza: “Non ci sarà un nuovo lockdown”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Agosto 2020 10:15 | Ultimo aggiornamento: 23 Agosto 2020 14:56
Coronavirus, Speranza: "Non ci sarà un nuovo lockdown"

Coronavirus, Speranza: “Non ci sarà un nuovo lockdown” (Foto Ansa)

Coronavirus, il ministro Speranza assicura: “Non ci sarà un nuovo lockdown. Situazione diversa da marzo”

“Non ci sarà un nuovo lockdown. La situazione è diversa da quella di febbraio-marzo”: nonostante l’aumento del contagi, il ministro della Salute, Roberto Speranza, rassicura. 

In colloqui riportati da Repubblica, Stampa, Messaggero e Mattino, Speranza assicura che “non ci sarà un nuovo lockdown” e invita tutti a evitare reazioni spropositate, a cominciare dai governatori con i quali, è convinto, “si converrà un metodo di procedere comune”.

“La situazione è diversa da marzo”

Speranza in questa fase si dice “ottimista” anche “se prudente e cauto. Il nostro Servizio sanitario nazionale si è molto rafforzato. La situazione non è paragonabile a quella di febbraio-marzo, quando avevamo una curva di contagi fuori controllo e non avevamo un apparato pronto a tracciare e isolare i casi”.

A rassicurare il responsabile della Salute è il fatto che è “cambiata la consistenza anagrafica dei contagiati”, ora “abbiamo un numero di giovani coinvolti molto più elevato di prima, tant’è che l’età media si è abbassata a 30-32 anni. Questo produce un minore impatto sul Servizio sanitario nazionale”.

Francesi e spagnoli “stanno gestendo l’impennata senza ricorrere a nuove misure di contenimento, tengono la situazione sotto controllo. A maggior ragione non va verso un lockdown nazionale l’Italia che ha un quarto dei contagi”.

Il ministro spiega che era stato deciso il primo lockdown “perché ad un certo punto abbiamo avuto la sensazione che andasse in collasso il servizio sanitario. In Italia avevamo cinquemila posti di terapia intensiva, ora sono raddoppiati. La valutazione mia e dei colleghi europei è che non avremo questa ricaduta, quanto più riusciremo a tenere in salvaguardia gli anziani e i più fragili”.

Inoltre, per fare “una zona rossa deve esplodere un territorio. E non lo vedo. Vedo una diffusione e non un’esplosione”.

Bisogna affrontare questa fase “rialzando il livello di attenzione sui comportamenti individuali”, cioè mascherine, distanziamento e lavaggio delle mani. I ragazzi, “soprattutto loro, insomma hanno l’obbligo di coltivare il dovere della responsabilità”.

Capitolo scuola

La riapertura della scuole il 14 settembre “è letteralmente un banco di prova”. Un Paese democratico ed evoluto “non può fare a meno di un bene primario per le generazioni più giovani”.

Le scuole verranno riaperte “adottando le misure di massima sicurezza. Faremo i test a chi lavora negli istituti”.

Sugli studenti “faremo dei controlli a campione”. Per Speranza inoltre va rilanciata l’App Immuni: “Posso garantire che è uno strumento non invasivo”.  (Fonte: Ansa)