Coronavirus, Speranza: “Dobbiamo resistere 6 mesi. A fine inverno saremo salvi”

di Daniela Lauria
Pubblicato il 13 Settembre 2020 11:06 | Ultimo aggiornamento: 13 Settembre 2020 11:09
Coronavirus, Speranza: "Resistere 6 mesi. A fine inverno saremo salvi"

Coronavirus, Speranza: “Dobbiamo resistere 6 mesi. A fine inverno saremo salvi” (Foto Ansa)

Roberto Speranza fissa la data di scadenza dell’emergenza Covid. L’intervista a Repubblica.

“Dobbiamo resistere altri sei mesi”, dice il ministro della Salute Roberto Speranza in una intervista al quotidiano la Repubblica in cui spiega che “una cura e un vaccino per il coronavirus sono vicini”. 

“Dobbiamo ancora mantenere il distanziamento – ha esortato – portare le mascherine, lavarci le mani, ma non è per sempre: dopo l’autunno e l’inverno vedremo la luce”.

La ripresa della sperimentazione del vaccino di AstraZeneca è una notizia “molto buona. Il caso anomalo riscontrato non era legato al vaccino”, spiega Speranza.

In questo senso ha ricordato che l’Ue sta comprando un pacchetto di vaccini “6+1, quello di Astra Zeneca è uno dei sei ed è in fase più avanzata”.

“Ci sono anche gli altri però. E stanno per arrivare cure innovative: a Siena il professor Rino Rappuoli sta facendo un lavoro straordinario sugli anticorpi monoclonali da cui verranno fuori farmaci efficaci”. 

Sulla scuola “risorse senza precedenti”

Sul ritorno a scuola Speranza chiede di mettere fine a “polemiche inutili” perché “non è un problema della ministra Azzolina ma di tutti noi”.

“Abbiamo fatto più che negli altri Paesi europei – dice – nessuno pensa che la situazione sia perfetta, non abbiamo la bacchetta magica e i problemi della scuola italiana non nascono col Covid”.

“Ma ci sono risorse senza precedenti, stiamo provando a investire sul personale scolastico e sulle attrezzature, forniremo 11 milioni di mascherine al giorno a tutti gratuitamente”.

Quanto ai tamponi, “abbiamo rafforzato di molto la nostra capacità di fare test e miglioreremo ancora. L’obiettivo che ci siamo dati è non lasciare soli presidi e insegnanti, rinsaldare il legame che si era perso tra le scuole e il Servizio sanitario nazionale. Se ci saranno casi Covid, saranno le Asl a decidere come procedere”.

Speranza ribadisce che la temperatura agli studenti andrà misurata a casa. Per il rientro in classe dopo assenze superiori ai tre giorni “ci sarà un’attestazione da parte dei medici e dei pediatri”.

Sul possibile abbassamento della quarantena a sette giorni, il ministro è cauto: “Stiamo valutando, ascolteremo prima il Cts e ci confronteremo anche con gli altri Paesi europei”.

Il Mes per migliorare la sanità 

Nell’intervista Speranza ribadisce il sì al Mes: “I soldi servono e ne servono tanti perché abbiamo un’occasione unica: fare una riforma che non sia fatta di tagli, ma che miri a riportare la sanità dove non c’è”.

“La chiusura di ospedali e presidi nelle aree interne ha contribuito al distacco tra centro e periferia, tra città e contado”, rimarca.

“Io sono favorevole al Mes, ma non mi interessa da dove arrivino i soldi”. L’obiettivo è “portare il servizio sanitario nazionale nelle case delle persone. La parola d’ordine dev’essere vicinanza, prossimità”.

Parlando delle Regionali, “si doveva fare di più per correre uniti. Ci vuole più coraggio, non è possibile che siamo al governo del Paese e abbiamo paura di andare insieme a guidare una Regione o un piccolo Comune”, rileva Speranza.

“Il mio auspicio è che gli elettori siano più bravi di noi, che arrivino dove non sono arrivati i gruppi dirigenti con scelte intelligenti e capaci di fermare la destra”. (Fonte: Repubblica).