Coronavirus, stop messe. Conte ci ripensa: “Lavoriamo a un protocollo di sicurezza con la Cei”

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 Aprile 2020 21:43 | Ultimo aggiornamento: 27 Aprile 2020 21:46
Coronavirus, no alle messe. Conte ci ripensa: "Lavoriamo a un protocollo di sicurezza con la Cei"

Coronavirus, no alle messe. Conte ci ripensa: “Lavoriamo a un protocollo di sicurezza con la Cei” (Nella foto Ansa il premier con Papa Francesco)

ROMA – “Lavoreremo per definire un protocollo di massima sicurezza per garantire a tutti i fedeli di partecipare alle celebrazioni liturgiche”, annuncia Giuseppe Conte all’indomani dell’ira dei vescovi sulla libertà di culto violata, per il prolungato divieto di messa nel Dpcm per la Fase 2.

Le sue parole sono quanto mai concilianti: “Contiamo di definire questo protocollo in pieno spirito di collaborazione con la Cei”.

“Dispiace molto perché questo governo rispetta tutti i principi costituzionali – dice il premier ai cronisti a Milano – Dispiace di creare un comprensibile rammarico della Cei”.

“Ci siamo anche sentiti con il presidente Bassetti, non c’è un atteggiamento materialista da parte del governo, nessuna mancanza di sensibilità. C’è sì, una certa rigidità del Comitato scientifico anche sulla base della letteratura scientifica che loro hanno a disposizione sui contagi”.

Dopo lo scontro, insomma, nel governo si lavora per trovare una soluzione, che porti a una riapertura delle chiese. Sono infatti previste a breve, in settimana, delle modifiche al Dpcm, che terranno conto delle indicazioni della Cei.

Quali siano queste modifiche è presto per dirlo, ma tra le ipotesi circolate, quella sulle messe feriali liberalizzate in virtù dello scarso afflusso di fedeli, e regole più stringenti, ma comunque riapertura anche se con tutte le restrizioni, per quelle domenicali.

Intanto la protesta si allarga ad altre fedi. Così al fianco della Cei si sono schierati anche gli evangelici e i musulmani.

Più variegata la posizione degli ebrei italiani, che con la presidente dell’Ucei Noemi Di Segni assicurano che “si atterranno scrupolosamente a quanto previsto con grande realismo e senso di responsabilità, nel decreto”. 

Ma il rabbino di Roma Riccardo Di Segni avverte che “l’esecutivo non dovrebbe trascurare le esigenze spirituali delle collettività religiose, ciascuna con le sue specificità”.

Intanto i favorevoli alla messa si fanno sempre più decisi anche a livello politico, non solo dall’opposizione, ma anche dalla file della maggioranza, tant’è vero che il Pd presenterà giovedì in aula alla Camera un emendamento che avvia il percorso normativo per la celebrazione delle messe domenicali e dei riti delle altre religioni, annuncia Stefano Ceccanti, costituzionalista.

Per la stessa ministra Paola De Micheli, “una soluzione si troverà quanto prima”. (Fonte: Ansa).