Coronavirus, Toti: “Spostamenti tra regioni probabili dal 1 giugno”

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2020 14:50 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2020 14:50
Coronavirus, Toti: "Spostamenti tra regioni probabili dal 1 giugno"

Coronavirus, Toti: “Spostamenti tra regioni probabili dal 1 giugno”

ROMA – Per spostarci tra Regioni dovremo probabilmente attendere il 1 giugno. A sostenerlo è il governatore della Liguria Giovanni Toti in una intervista a Radio 24.

“Sulla riapertura della mobilità interregionale il ministro Boccia ci ha detto prendiamoci ancora una settimana prima di cominciare una valutazione, certamente non riaprirà il 18 maggio, forse il 25 maggio, più probabile il primo giugno”, ha detto.

Il primo bilancio sarà tracciato il 15 maggio. Se i dati del monitoraggio disposto dal ministro della Salute Roberto Speranza saranno positivi, a partire dal 1 giugno 2020 potrebbe essere consentito passare da una regione all’altra.

La decisione finale spetterà ai governatori che potranno comunque imporre obblighi per l’accesso, primi tra tutti i test sierologici effettuati nella settimana precedente.

“Il 18 maggio il Governo suggerirà la riapertura del commercio al dettaglio in tutto il Paese – spiega Toti – molte Regioni compresa la Liguria annunceranno la riapertura di parrucchieri, estetisti e in parte anche della ristorazione, la Liguria auspico sia tra queste”.

Quanto al documento tecnico per gli stabilimenti balneari redatto da Inail e Istituto superiore di sanità, il governatore ligure si è detto perplesso.

Con gli ombrelloni a cinque metri di distanza, spiega ai microfoni di Radio Capital, “ci saranno spiagge qui dove qualcuno si ritroverà da solo, perché in Liguria quattro metri per sei è la grandezza di una spiaggia talvolta. Scherzo…”.

“Mi sembrano molto ampie… – ha detto Toti – Certo che dovremo avere delle regole, certo che non potremo avere gli ombrelloni ammassati, ma sei metri per quattro di distanziamento tra ombrellone e ombrellone…”. 

Per gestire gli accessi alle spiagge libere in Liguria durante l’epidemia di coronavirus la Regione sta valutando tre ipotesi: “La presenza di steward, l’affidamento a cooperative di giovani garantendo la fruizione a un costo di 50 centesimi per contribuire alle spese di controllo, alcuni Comuni potrebbe decidere di lasciarle totalmente pubbliche e controllarle con i vigili urbani”.

Toti ribadisce che non è ancora stata presa una decisione definitiva. “Ci può essere un controllo pubblico – sottolinea – stabilito che uno steward non può applicare la legge, può al massimo consigliare e dissuadere, ma non è un pubblico ufficiale che può chiudere una spiaggia”. (Fonte: Ansa).