Coronavirus, Zaia ai complottisti: “Lascino nome e cognome, poi quando arrivano in ospedale si vede” VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Giugno 2020 15:27 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2020 15:44
Coronavirus, Zaia ai complottisti: "Lascino nome e cognome, poi quando arrivano in ospedale si vede"

Coronavirus, Zaia ai complottisti: “Lascino nome e cognome, poi quando arrivano in ospedale si vede” (Foto Ansa)

ROMA – I complottisti “lascino nome e cognome alla sanità regionale così quando arrivano in ospedale si vede se lo sono ancora prima di curarli”. 

Così il governatore Luca Zaia, nel suo consueto appuntamento con la stampa sull’emergenza coronavirus in Veneto, torna a scagliarsi contro chi, con pericolose manifestazioni di piazza come quella del 2 giugno a Roma, nega l’esistenza del coronavirus e invita a non indossare la mascherina.

Zaia, che già nei giorni scorsi si era scagliato contro i gilet arancioni e l’ex generale Antonio Pappalardo, afferma: “Se uno poi si becca il coronavirus fai fatica a dire che è colpa dei marziani, e lo dico nel rispetto di duemila persone che hanno perso la vita”.

Quanto alla situazione in Veneto, spiega, “ci sono cinque ricoveri in più è un dato insignificante, il primo episodio da quando si è aperto, ma dal punto di vista umano però bisogna ricordare di portare la mascherina nei luoghi chiusi e in caso di assembramenti: usate i dispositivi”, esorta.

“Mi sono arrivate tante foto di assembramenti – ha aggiunto – mi sembra fisiologico quanto accaduto, belle giornate fine settimana e ponte di mezzo che significa andare a Venezia e in spiaggia è ovvio che i gestori non devono mettere la musica e far ballare la gente: è illegale”.

In Veneto da oggi le frontiere sono aperte, ha inoltre annunciato: “Siamo Covid free, non ho voluto stressare i visitatori con i test: il turismo è libero per concezione. Questo non vuol dire essere irresponsabili ma calcolare i rischi”.

Il governatore del Veneto si è detto favorevole anche al ripristino dei buffet negli hotel “a patto che siano serviti”.

“Il cliente guarda cosa vuole mangiare, lo indica – spiega – e poi al di là del buffet l’addetto compone le pietanze e le consegna in mano al turista che sta dall’altra parte. E’ quello che io chiamo il buffet servito”.

Infine promette: “Apriremo i centri estivi anche ai bimbi da 0 a 3 anni”. “Le Regioni hanno approvato le linee e guida – accusa Zaia – e il governo non si è neanche degnato di valutarle”. (Fonte: Ansa, Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev).