Corradino Mineo e le quote Pd: “Non pago il pizzo al partito, ma non sono un taccagno”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Maggio 2014 10:57 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2014 10:57
Corradino Mineo e le quote Pd: "Io non pago il pizzo al partito"

Corradino Mineo (Foto LaPresse)

ROMA – “Non pago il pizzo al Pd, ma non sono un taccagno”. Corradino Mineo, senatore del Pd inserito nella lista degli “insolventi” nel versamento delle quote al partito, in un’intervista a Marco Bresolin su La Stampa, spiega perché si è rifiutato di versare 25mila euro al Pd. Mineo punta poi il dito contro Maria Elena Boschi, ministro per le Riforme, dichiarando

“non vi sembra strano che questa notizia esca proprio oggi che la Boschi ha chiesto la mia testa?”.

La Boschi d’altronde aveva avvertito Mineo: stare nel gruppo Pd “non è un obbligo“, sottolineando che il senatore conosceva le regole di finanziamento del partito da parte dei suoi membri. Insomma, da un lato ci sono le quote da versare, di cui Mineo era a conoscenza quando accettò la candidatura, dall’altro c’è lo stipendio da senatore, che è inferiore a quello da conduttore tg della Rai.

Mineo spiega a Bresolin:

“Da quando è iniziata la mia avventura, ho versato nelle casse del Pd 27 mila euro e ho sostenuto direttamente molte altre spese per le campagne elettorali”. E poi, come ha spiegato l’ex direttore di Rainews nella lettera inviata alla tesoreria siciliana del Pd, “per accettare la candidatura ho lasciato la Rai e una retribuzione più alta”.

La Stampa fa dunque il conto della differenza tra la paga da senatore e quella in Rai:

“Un senatore guadagna 5.000 euro al mese (netti) di indennità, più 3.500 di diaria, più un rimborso forfetario mensile di 1.650 euro per le «spese generali», a cui vanno aggiunti i rimborsi spese «per l’esercizio del mandato»: 2.090 euro erogati in modo forfetario più altri 2.090 per spese da rendicontare. Totale 14.330 euro che ogni mese entrano nelle tasche dei senatori. Più di 170 mila l’anno. Alla Rai, lo stipendio di Mineo era di oltre 300 mila euro (lordi) l’anno, uno dei più alti”.

Nonostante Mineo sapesse delle quote al Pd, di dover pagare ora che lo stipendio è inferiore non sembra volerne sapere:

“E io dovrei pagare per essere stato inserito in lista in posizione utile? Non si compra un seggio. Il contributo mi è stato chiesto in modo improprio e a candidatura già annunciata: io ho detto no”.