Il ministro Clini e quella bonifica “d’oro” della discarica in Kenya

Pubblicato il 28 Novembre 2011 12:42 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2011 12:42

ROMA – Il ‘Fatto Quotidiano’ racconta che nel 2007 l’attuale ministro dell’Ambiente Corrado Clini si era fatto sponsor di una azienda, l’Eurafrica, che si era candidata a fare in Kenya, a spese del governo italiano, la bonifica della discarica di Dandora, alla periferia di Nairobi, la più grande del Kenya. Alcuni però, racconta il ‘Fatto’, ovvero il comboniano padre Alex Zanotelli, padre Daniele Moschetti e il giornalista Massimo Alberizzi del Corriere della Sera, sollevarono delle critiche al progetto, visto che c’era un’altra azienda italiana che si era proposta di fare la bonifica senza chiedere soldi allo Stato. I tre scrissero articoli, fecero conferenze sull’argomento, racconta ‘Il Fatto’, e Clini li querelò.

Ma vediamo la vicenda secondo ‘Il Fatto Quotidiano’: “Sono stati proposti diversi progetti di bonifica (per la discarica di Dandora, ndr). Uno di questi, firmato dall’azienda italiana Jacorossi, prevede la chiusura della discarica e la nascita di una società partecipata dal Comune di Nairobi per gestire la raccolta dei rifiuti della città, con l’assunzione di almeno una parte di coloro che vivono rovistando nell’immondizia. È un progetto industriale, che prevede ricavi per chi vi s’impegna e non chiede aiuti di Stato. Si materializza però anche un altro progetto, presentato da una società sconosciuta, Eurafrica, con soli 10 mila euro di capitale, sede legale a Napoli, sede operativa a Roma e zero dipendenti. Tanto per cominciare, Eurafrica si appresta a incassare, per il solo studio di fattibilità, oltre 700 mila euro, erogati dal ministero italiano dell’Ambiente nell’ambito degli impegni internazionali legati al protocollo di Kyoto. In seguito, sarebbe arrivata la parte più consistente del business, del valore di oltre 30 milioni di dollari. A fare concretamente i lavori di bonifica sarebbero state due società proposte da Eurafrica, la britannica Atkins e la keniota Howard Hamprey. Chi accredita Eurafrica presso i governi di Roma e di Nairobi è Clini. Ma chi c’è dietro la società che tanto sta a cuore al direttore generale? La sede di Napoli è in realtà l’abitazione dell’amministratore unico, Tiziana Perroni. La sede operativa di Roma è intestata al socio di Eurafrica, Bruno Calzia. I due sono marito e moglie”.