Passera disperato su Alcoa: “Quasi impossibile salvarla, non la vuole nessuno”

Pubblicato il 4 settembre 2012 20:39 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2012 20:40

Corrado Passera (Foto Lapresse)

ROMA – Salvare Alcoa ha il sapore della missione impossibile: “quasi” impossibile, nelle parole del ministro dello Sviluppo economico Passera, visto che il progetto difficilmente raccoglierà l’interesse degli investitori. E’ quasi disperato il tono di Passera: “Non dobbiamo nasconderci che è una situazione quasi impossibile e di scarsissimo interesse per possibili investitori”.

La trattativa per salvare l’azienda di Portovesme, nel Sulcis, vanno però avanti, come più tardi ha precisato lo stesso Passera. Vanno avanti proprio mentre 3 operai portano avanti la loro protesta in cima a un silos di 70 metri. Quella degli operai saliti sul silos non è l’unica protesta dei lavoratori della multinazionale. Dal 5 al 9 settembre in Sardegna ci saranno diverse iniziative in vista della manifestazi0ne a Roma di lunedì 10.

I sindacati vorrebbero portare a Roma almeno 500 operai dell’impianto di Portovesme, insieme ad alcuni amministratori, commercianti e cittadini della zona. Nei prossimi giorni ci sarà anche un incontro con i sindaci per definire alcuni aspetti del viaggio dei lavoratori, che dovrebbero partire sabato da Cagliari per Civitavecchia con ritorno da Olbia. Durante l’assemblea con i lavoratori, i sindacati hanno spiegato che lo slittamento dell’incontro al ministero dello Sviluppo economico (dal 5 al 10 settembre) ”è motivato dalla necessità di un approfondimento tecnico tra Governo e Glencore”, previsto per ”venerdì 7 settembre e che, a fronte di un graduale stop degli impianti, è stata data la disponibilità per posticipare la data della riunione”.

In una nota l’Alcoa precisa che il programma comunicato ai sindacati per la progressiva e controllata fermata dell’impianto di Portovesme ”è in vigore senza alcuna modifica, salvo la sospensione dell’applicazione del bypass dei terzi blocchi, con fermata istantanea di 85 celle, originariamente prevista per il 7 settembre ed ora posticipata alla prossima settimana”.

”Secondo le intese del 27 marzo 2012, non essendo stata formalizzata entro il 31 agosto alcuna lettera di intenti finalizzata alla vendita dello stabilimento, il programma di fermata – si legge nella nota – è stato avviato, con comunicazione formale al sindacato, il 1 settembre 2012”. La fermata delle 85 celle elettrolitiche slitterà, invece, alla prossima settimana, in attesa dell’esito dei due incontri fissati a Roma al ministero dello Sviluppo economico: uno il 7 settembre con la multinazionale svizzera Glencore, potenziale acquirente della fabbrica, il secondo il 10 con i sindacati, la Regione, gli amministratori del territorio e la stessa Alcoa.