Passera: “Crisi per 28 milioni di persone, serve lavoro e crescita”

Pubblicato il 3 Giugno 2012 13:40 | Ultimo aggiornamento: 3 Giugno 2012 14:37

Corrado Passera (LaPresse)

ROMA – Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha richiamato all’attenzione su lavoro e crisi in Italia che colpisce 28 milioni di persone.

“Noi – ha spiegato – siamo in una realtà in Europa dove 50 milioni di persone o sono disoccupate o sono sotto-occupate ed in Italia ci sono tra inoccupati che non cercano lavoro, disoccupati, cassintegrati e sotto-occupati 7 milioni di persone, a cui si possono collegare quattro famigliari a testa, che vivono la crisi; e significa 28 milioni di persone”.

Per Passera “in tema di crescita la nostra agenda prevede un grande sforzo che – a partire dalla Salva Italia – pensiamo possa portare a ridurre le perdite di lavoro ed aumentare i nuovi posti di lavoro, proprio per i quasi sette milioni di italiani che non hanno un lavoro sicuro o sufficiente”.

Quella del Paese è “una situazione – ha aggiunto il ministro – che noi del governo Monti viviamo con ansia: ogni giorno penso cos’altro aggiungere per la crescita; ed aggiungo crescita sostenibile e sostenuta per creare lavoro. Sostenibile è una parola concreta e quindi non drogata dal debito, se si crea crescita comperando debito pubblico o privato i nodi vengono al pettine”.

”La crisi di oggi è seria, ma l’Italia non è quella del dopoguerra. Quella era molto piu’ seria”.E ancora: ”Nel dopoguerra – ha spiegato – c’erano distruzione, analfabetismo e assenza di infrastrutture. Oggi comunque abbiamo un sistema di welfare tra i più forti al mondo e pochi Paesi al mondo hanno istruzione, sanita’ e assistenza come la nostra. Se allora c’è voluta tanta voglia di uscire da quel periodo terribile, oggi serve una sforzo inferiore”. ”L’Italia – ha continuato Passera – ha già ora la sua forza sul mercato globale. Il governo tecnico è servito per la gravissima difficoltà finanziaria, ma vi ricordo che anche adesso abbiamo un export a due cifre. Se abbiamo una fitta agenda per la crescita è per i giovani, anche se so le loro difficoltà. Pensiamo però, ad esempio, che se hanno tanto successo nel lavoro all’estero vuol dire che abbiamo un sistema scolastico che li rende attraenti. E’ molto importante – ha concluso – non disegnare un’Italia che non è. Siamo pur sempre la terza o quarta economia europea”

Tra le possibili soluzioni Passera ha citato la green economy. A disposizione delle energie pulite, ha sostenuto, saranno disponibili 160 miliardi. “L’Italia ha preso l’impegno con l’Europa per le rinnovabili e l’impegno è superare la quota del 20%, data la nostra dipendenza dal gas abbiamo pensato di liberalizzare il mercato, e favorire lo sviluppo delle green economy nelle nostre aziende”, ha spiegato aggiungendo che “oggi mettiamo a disposizione circa 160 miliardi spostandoci però su filiere italiane e legate all’agricoltura; ecco perché nei prossimi provvedimenti troverete segni di accelerazione sia per le imprese che per i privati per le agevolazioni riguardanti il risparmio energetico”.

“Bisogna lavorare per regole comuni bancarie, quindi garanzie a livello europeo. E’ importante”, ha detto il ministro rispondendo ad una domanda sull’unione bancaria. Quanto a una possibile imposizione sulle transazioni finanziare, Passera ha osservato come “ci sono tanti cittadini che giustamente pensano che la Tobin Tax sia una buona riserva di recupero fiscale, che potrebbe avere risorse importanti. Ora posso dirlo anch’io chiaramente”. “Noi ci lavoriamo – ha aggiunto – il governo va in questa direzione. Lo dicevo già nella mia ‘vita precedente’, ma allora non ero rappresentativo dell’opinione più diffusa del settore cui facevo parte. Credevo e credo che la tassazione delle transazioni finanziarie sia una cosa di cui si possa parlare senza creare problemi al sistema europeo”.

TAV ”Abbiamo valutato l’alta velocita’ ferroviaria a Torino-Lione utilissima e necessaria. Per questo l’abbiamo provata e abbiamo detto che e’ da continuare”. Cosi’ il ministro per le Infrastrutture ha risposto a una domanda del pubblico in un incontro al Festival dell’economia di Trento. ”Il tunnel di collegamento con la Francia – ha affermato – non e’ costosissimo, perché lo pagano quasi tutto l’Europa e la Francia. Dire poi che il volume di trasporto non e’ cresciuto quanto era stato previsto e’ sbagliato. Non si dice che non cresce perche’ in galleria non possono passare, a meta’ montagna, i container”.

”E’ fondamentale poi ricordare – ha sottolineato il ministro – che non ne’ un pezzettino che appartiene solo all’Italia. E’ fondamentale, in linea sia verticale che orizzontale, per gli altri Paesi europei, Francia, Spagna ed Est Europa in particolare. Tutte le verifiche del caso sono state fatte – ha concluso Passera – il percorso e’ stato modificato sulla linea storica, non mi risulta prendera’ molti ettari di terreno buono per altro, infine sottolineo la grandissima buona fede che abbiamo messo in queste verifiche, per una cosa che serve al nostro Paese”.