Corruzione, “c’è troppa galera”: Pdl protesta. Alfano: “Il governo è a rischio”

Pubblicato il 17 Maggio 2012 20:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Maggio 2012 1:05
camera

La Camera dei deputati

ROMA – Troppa galera secondo le nuove norme? Il Pdl ha cercato in tutti i modi di allungare i tempi alla seduta congiunta in commissione Giustizia e Affari costituzionali della Camera sul ddl anticorruzione. La seduta si è arenata con il Pdl accusato da più parti di fare ostruzionismo: i diversi esponenti sono intervenuti uno dopo l’altro per rinviare il voto. Poi, davanti al ministro della Giustizia Paola Severino, la Lega Nord ha cercato di smuovere i pidiellini appellandosi al regolamento della Camera per fare procedere il voto.

La seduta, però, è stata sospesa dopo che è stato respinto un emendamento della relatrice Angela Napoli (Fli) che mirava a unire il reato di corruzione con quello di concussione. A chiederlo è stato il capogruppo del Pdl in Commissione Giustizia Enrico Costa “per esaminare la situazione” dopo la decisione dell’Idv di ritirare tutti gli emendamenti al testo.

Nonostante il caos in aula, è stato approvato un emendamento del Pd che aumenta le pene minime da 3 a 7 anni e quelle massime da 4 a 8 per il reato di corruzione per atti contrari a dovere d’ufficio.

Fli e Idv hanno votato con il Pd e Angelino Alfano del Pdl  ha subito avvertito, accusando il Pd di puntare a Palazzo Chigi: “Non vorrei che puntino a creare incidenti per far saltare il governo”. Il ministro Severino ha detto invece: “Non credo si sia formata una nuova maggioranza”.

Vediamo, però di andare a ritroso e vedere cosa è successo: dopo il quarto deputato Pdl che prendeva la parola per più di 10 minuti, il leader Idv Antonio Di Pietro ha lanciato l’idea: ritiriamo tutti gli emendamenti al testo, così il Pdl smetterà di ”farci perdere tempo” e mettiamo subito ai voti quello del governo (che riscrive la parte penale del ddl).

In questo modo, ha detto, si eviterà di arrivare in Aula con il testo Alfano: vero obiettivo del Pdl, critico soprattutto con l’aumento dei tetti minimi di pena previsti nel testo Severino e negli emendamenti di Pd-Idv. L’Udc ha accettato. Fli poi li ha mantenuti. Stessa cosa il Pd. Il Pdl così ha chiesto di sospendere la seduta per valutare il da farsi. E durante la pausa, Ferranti con il capigruppo del Pdl, Costa, e dell’Udc, Rao, si sono riuniti con il ministro Severino. Senza la relatrice Angela Napoli di Fli che con i cronisti si è sfogata parlando di ”inciucio”. ”Io, come vedete, sono l’unica a non inciuciare”, ha detto. Così, mentre molti emendamenti fino a quel momento erano stati accantonati perché avevano riferimenti a norme non ancora votate, su uno, il Pd si è impuntato e ha chiesto che venisse votato quello che fa passare da 3 a 7 anni la pena minima e da 4 a 8 la massima per il reato di ‘Corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio”. Sebbene il ministro ne avesse chiesto l’accantonamento. Ma alla fine il testo è passato. Con l’ astensione di Lega, Udc e Radicali e per le numerose assenze nel Pdl (”ci avevano assicurato che non si sarebbe votato” dice uno di loro e poi ”è giovedì pomeriggio…”).

Il leader dell’IdV, Antonio Di Pietro ha commentato: “In Parlamento ci si sta comportando peggio che nel ’92-93” e il Pdl vuole “spuntare le ali ai magistrati”. Il centrista Pierfedinando Casini ha invece cercato di difendere il Pdl: “Penso che ci sia la necessità di chiarire alcuni punti e che bisognerà farlo con serenità e senza ultimatum da parte di nessuno”.

Federico Palomba dell’Idv, che per stoppare l’ostruzionismo del Pdl, aveva ritirato i circa 30 emendamenti del suo gruppo, ha attaccato il Pd che non ha fatto altrettanto: “Non è possibile consentire votazioni di questo tipo solo per fare vetrina. Li devono ritirare come noi”