Corruzione, Montezemolo: “Servono riforme altrimenti lo Stato non funziona”

Pubblicato il 23 Febbraio 2010 10:20 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2010 10:49

«La lotta alla corruzione è un’impresa titanica che occuperà quanto meno lo spazio di una generazione, che richiederà sforzi enormi e grande lungimiranza». Lo afferma il presidente della Fiat, Luca Cordero di Montezemolo, nel suo intervento all’inaugurazione della Luiss School of Government.

Montezemolo sottolinea che le responsabilità sono molteplici. «Dobbiamo evitare – dice, rivolgendosi alla platea nella quale siede anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – di pensare che le colpe della corruzione siano tutte nella politica, perché anche in altri settori esistono fenomeni di malaffare che affliggono la nostra vita politica. Eppure la politica ha certamente una precisa responsabilità: quella di non avere introdotto riforme adeguate per far funzionare bene la macchina dello stato».

«E dove lo Stato non funziona – aggiunge il numero uno del Lingotto – si afferma inevitabilmente quella “società fai da te” dove ognuno si sente autorizzato ad arrangiarsi come meglio può e dunque anche attraverso il ricorso alla corruttela».

Presidente, cosa dice della corruzione? «Chiedete ad altri – ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – Ho apprezzato molto questa iniziativa che si propone come obiettivo una qualificazione europea della classe dirigente italiana».

All’inaugurazione alla Luiss era presente anche Emma Marcegaglia. «Dopo le regionali – ha dichiarato la presidente della Confindustria – le forze politiche si mettano insieme per fare le grandi riforme, a partire da quella della pubblica amministrazione. Non si può più aspettare. Non ci possiamo rassegnare al declino e stare fermi in una sorta di immobilismo».

A Montezemolo e Marcegaglia ha subito replicato Renato Brunetta. «La riforma della pubblica amministrazione è già stata fatta», ha detto il ministro. «Forse Montezemolo, che è impegnato a lavorare nelle sue aziende, non è stato informato. Gli manderò la mia riforma e i piani di implementazione».