Corruzione Pa, Paola M. Zerman: “Agenti provocatori sotto copertura per scoprire i ladri”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 febbraio 2018 11:34 | Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018 9:43
Corruzione nella Pubblica amministrazione, Paola M. Zerman: "Agenti provocatori sotto copertura per scoprire i ladri"

Corruzione Pa, Paola M. Zerman: “Agenti provocatori sotto copertura per scoprire i ladri”

ROMA – Corruzione e lotta alla corruzione. Paola Maria Zerman, candidata per il “Popolo della Famiglia” alle elezioni, dice: “È uno dei temi ricorrenti nel dibattito politico in questa campagna elettorale, quello della lotta alla corruzione, insieme con l’altro grande problema della semplificazione dell’amministrazione.  Si tratta di due questioni strettamente collegate perché la corruzione si annida laddove la complicazione delle procedure, ad esempio in materia di appalti di lavori, opere e forniture, favorisce la ricerca di scorciatoie da parte di imprenditori spregiudicati che trovano il funzionario o l’amministratore pubblico corrotto. Non c’è giorno, infatti, che le cronache non ci diano conto di gravissimi fatti di corruzione che nella valutazione di Transparency International, l’organizzazione che rileva la percezione della corruzione nel mondo, assegnano all’Italia il tristissimo posto di secondo tra i paesi più corrotti in Europa, mentre nel mondo la collocano a livello di paesi come Cuba e il Botswana”.

Paola Maria Zerman, avvocato dello Stato, capolista a Roma per il “Popolo della Famiglia”, il partito politico nato dal “Family Day” per iniziativa di Mario Adinolfi, dice: “Questo è inammissibile e ci proponiamo di combattere con ogni mezzo questo gravissimo degrado del costume che umilia in nostro Paese”,

“La corruzione – continua la Zerman –  costituisce un costo per la società, una immagine negativa per il nostro Paese che provoca diffidenza negli operatori economici internazionali nei confronti degli enti pubblici italiani e dei nostri imprenditori con i quali difficilmente si associano per partecipare ad una gara”.

“Il “Popolo della Famiglia” si batte per un rinnovamento anche morale del nostro Paese, per una revisione delle procedure amministrative, per assicurare certezza e legalità alle persone perbene, in un contesto di efficienza alle pubbliche amministrazioni italiane”.

“Non potevamo, dunque, trascurare – prosegue l’avv. Zerman – il tema della corruzione, legata non solo alla proliferazione delle leggi – ricordo Tacito ed il suo “corruptissima re pubblica plurimae leges” – ma alla loro complessità che ne rende l’applicazione da un lato difficile, dall’altro possibile fonte di comportamenti illeciti. Ricordo che la corruzione è un gravissimo male, costantemente e ripetutamente condannato anche dalle autorità morali, compresi i pontefici della Chiesa romana. Essa indigna il cittadino onesto che assiste impotente allo scempio delle regole dello Stato”.

Il “Popolo della Famiglia” si prepara, dunque, ad affrontare il tema in Parlamento, “a suggerire modifiche normative idonee a semplificare e a chiarire laddove si insinua più facilmente il malaffare. Si è parlato molto in questi giorni – dice Paola Maria Zerman – di utilizzazione di “agenti sotto copertura” per scoprire tempestivamente accordi corruttivi soprattutto nel settore delle forniture pubbliche di beni e servizi.

“Il dibattito è aperto e ruota intorno al contrasto di opinioni tra magistrati e politici. E si equivoca sul ruolo dell’agente sotto copertura che non è, come sembra alcuni intendano un agente “provocatore”, che induca qualcuno a violare la legge. L’agente sotto copertura non provoca il reato ma, assistendo in qualche modo alla programmazione di una azione illegale, identifica i responsabili e li denuncia. Questo accade in ogni ordinamento, questo è previsto in Italia per illeciti che attengono al commercio di droga, alla pedopornografia e ad altri illeciti che molto preoccupano gli italiani. Non si vede, pertanto, come non si debba estendere questa forma di contrasto dell’illecito anche alla corruzione”.