Severino: “Corruzione, senza fiducia il governo va a casa”

Pubblicato il 8 Giugno 2012 15:50 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2012 17:05

ROMA – Il governo non ottiene la fiducia del Parlamento sul disegno di legge corruzione? Allora, in quel caso, il governo va a casa. Il ragionamento non deve certo suscitare stupore: si sa, se il governo pone la questione di fiducia su qualsiasi provvedimento, e il voto d’Aula non lo approva, in quel caso cade il governo. Basta leggere la Costituzione, il lavoro parlamentare funziona così. Ma evidentemente quello che il ministro della Giustizia Paola Severino intendeva spiegare non era la normale prassi parlamentare. Intendeva specificare che il disegno di legge in questione è materia sulla quale il governo intende farsi valere.

Non è un ddl qualunque, i partiti non possono tirare la corda finché vogliono. Avviso forte e chiaro, soprattutto a beneficio delle orecchie del Pdl. Ovvero il partito che finora più aveva brigato perché il disgeno di legge fosse a immagine e somiglianza dei “desiderata” dell’ex premier. ”Se non ci saranno passi in avanti – ha detto il ministro – se non ci sarà alcuna iniziativa da parte dei partiti per sbloccare la situazione, il governo dovrà chiedere la fiducia sul testo uscito, con ampi consensi, dalla Commissione congiunta Giustizia e Affari Costituzionali della Camera”.

Il testo del ddl anti-corruzione su cui il Governo è pronto a chiedere la fiducia “è stato emendato con dei miglioramenti” e che ”danno effetti positivi”, ha detto il ministro sottolineando che a tali miglioramenti ”mi ero sempre dichiarata sempre aperta e disponibile” ma ”ciò cui non mi ero mai e non sono tuttora disponibile è considerare la giustizia una merce di scambio”. Severino, quindi,  fa la voce grossa: se non date la fiducia al governo su questo provvedimento, il governo va a casa. E vista la situazione economica e politica, la prospettiva non conviene davvero a nessuno.