Corte dei Conti: “Sos sanità nel Lazio, corruzione e illeciti”

Pubblicato il 22 Febbraio 2012 21:23 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2012 21:25

ROMA – La Corte dei Conti lancia l'allarme per la spesa sanitaria del Lazio. Il quadro che emerge resta preoccupante con settori-cardine ancora alle prese con malaffare e corruzione. In particolare, ''gravissimi fatti illeciti sono stati riscontrati durante il 2011 nel settore della spesa sanitaria. Si e' accumulata una stratificazione di apparati che hanno stravolto il quadro d'insieme fino all'attuale crisi''.

La cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario della Corte dei Conti serve, in primo luogo, a dare una fotografia dello stato dell'arte in tema di trasparenza e efficienza, in primo luogo, nella pubblica amministrazione. Il ''dato costante'' anche per nel 2011 ''e' rappresentato – come spiegato dal procuratore regionale, Raffaele De Dominicis – dalla corruzione nelle sue varie configurazioni''. Opere pubbliche che restano incompiute, il lievitare vorticoso dei costi (l'esempio che viene fatto e' quello dei lavori per la metro C) sono spesso causate ''dalla corruzione che prolifera in meccanismi procedimentali troppo sofisticati'' che sono il ''brodo di cultura'' del malaffare: un legame ''mostruoso tra spesa gonfiata, disservizio, corruzione e danno erariale''.

Dando un'occhiata alla cifre emerge che nell'anno che si e' appena concluso sono state pronunciate ''condanne per oltre 59 milioni di euro (nel 2010 erano oltre 101 milioni di euro) a fronte di richieste della procura regionale per un importo complessivo di 171.292.975''. Nella sua relazione il presidente Salvatore Nottola ha parlato di ''disinvolte gestioni finanziarie'' in particolare relative al comune di Velletri e a Poste Italiane. In questo caso si tratto' di un'ipotesi di ''utilizzo improprio dello strumento dei derivati.

Per quanto riguarda i comparti resta ''gravissima'' la situazione nel settore della spesa sanitaria dove si ''e' accumulata una stratificazione di apparati che hanno stravolto il quadro d'insieme fino all'attuale crisi''. Una situazione che per De Dominicis ''si deve alla scelta originaria di affidare a ogni Asl o Usl una serie di attivita' non strettamente limitate all'assistenza ospedaliera e farmaceutica, quali ad esempio l'igiene pubblica e le certificazioni per altri adempimenti''. Il dissesto della sanita' potrebbe quindi ''non essere legato alla cattiva gestione delle strutture ospedaliere in senso stretto''.

Per il Procuratore regionale della Corte dei Conti del Lazio nella politica dei tagli al settore ''occorre quindi separare la sanita' intesa come assistenza ospedaliera e farmaceutica dalle altre spese legate alla sanita' pubblica''. Nelle relazioni si fa, infine, riferimento anche alla crisi internazionale e al ruolo che, spesso accompagnato da aspre polemiche, hanno le agenzie di rating. ''Sul filo delle comuni preoccupazioni per la tenuta dell'euro'', la corte dei Conti regionale ha iniziato indagini ''in consonanza con le inchieste giudiziarie penali, interessata ai fenomeni di aggiotaggio internazionale e ad ipotesi di illeciti commessi in pregiudizio del corretto esercizio della funzione pubblica dello Stato e degli organi costituzionali che lo compongono''.

Sono quindi state avviate audizioni informali delle rappresentanze italiane delle agenzie di rating, Moody's, Standard e Poor's e Fitch, agenzie americane che hanno declassato, sul piano economico, la solvibilita' dello Stato Italiano in campo internazionale.