Corte Costituzionale, fumata nera per l’elezione dei giudici

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 23:14 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2014 16:04
Corte Costituzionale, fumata nera per l'elezione dei giudici

Corte Costituzionale, fumata nera per l’elezione dei giudici (Foto Lapresse)

ROMA – Fumata nera per l’elezione di due giudici della Corte costituzionale, mentre solo due membri laici del Consiglio superiore della magistratura sono stati eletti, Giovanni Legnini e Giuseppe Fanfani, entrambi del Pd.

Dallo spoglio dell’ottava votazione del Parlamento in seduta comune emerge che per la Consulta nessuno supera il quorum previsto. Non ce la fa Luciano Violante, che si ferma a 429 voti: 141 in meno del minimo di 570 previsto. Ma non ce la fa neanche Antonio Catricalà: l’ex sottosegretario vicino a Gianni Letta non incassa i voti di Forza Italia e arriva a “quota” 64, sorpassato da Donato Bruno che riceve 68 voti, ma anche dal costituzionalista Franco Modugno che prende 119 voti e da Felice Besostri, sostenuto da M5S con 165 voti.

Non sarebbe stato compatto il sostegno da parte del Pd (da questo partito sarebbero andati diversi voti a Modugno) a Luciano Violante. L’ex presidente della Camera ha invece incassato i voti di Scelta Civica, del Misto e dei partiti minori del centrosinistra e che sarebbe stato sicuramente eletto se avesse ricevuto i voti di Forza Italia e quelli dei gruppi che comunque rispondono a Silvio Berlusconi, come Gal al Senato.

A Montecitorio la giornata è stata densa di consultazioni. Nel primo pomeriggio sulla Corte l’accordo sembrava raggiunto sui nomi di Violante e di Catricalà. Ma, a qualche minuto dall’inizio della seconda votazione della giornata, il meccanismo si è rotto in Forza Italia. I parlamentari azzurri, infatti, non hanno più votato il candidato deciso dai loro vertici, cui preferivano Donato Bruno. Il background di partito di quest’ultimo – è stato spiegato da alcuni forzisti – appariva più congruo nella contrapposizione a quello chiaramente ‘marcato’ di Violante, rispetto a quello di Catricalà, che sarebbe stato indicato da Gianni Letta.

Al voto si tornerà giovedì mattina, e l’appuntamento è per le 9:30. Per allora si comprenderà se in pista per la Consulta resteranno ancora Violante e Catricalà o, invece, come in molti sussurrano in Transatlantico, entreranno il costituzionalista Augusto Barbera (che sarebbe gradito a Renzi pur avendo manifestato critiche alla riforma del Senato), e Donato Bruno.

Quanto al Csm, passano Giovanni Legnini (in corsa per la vicepresidenza dell’organo di autogoverno dei giudici) e Giuseppe Fanfani, mentre restano al palo tutti gli altri, prevalentemente di centrodestra: nessuno di loro supera infatti il quorum di 489 voti. Sarà necessario, dunque, votare domani anche per i restanti sei membri laici.