Corte Costituzionale/ Nuovi confini per i giudici politici

Pubblicato il 19 Luglio 2009 14:22 | Ultimo aggiornamento: 19 Luglio 2009 14:22

Il no ai magistrati in politica della Corte Costituzionale diventa ancora più severo. Con una sentenza depositata in questi giorni i supremi giudici pongono nuovi paletti all’attività politica dei magistrati, ben al di là del divieto di iscrizione ai partiti, di assumere incarichi e di apparire organicamente schierati. I giudici non potranno partecipare sistematicamente alla vita dei partiti in loro rappresentanza e non potranno apparire mai organicamente schierati.

La decisione fa seguito a una richiesta del Csm (Consiglio Superiore della Magistratura) di dichiarare illegittima una norma dell’ordinamento giudiziario, che non fa differenza tra divieto di iscrizione ai partiti e generica partecipazione alla vita degli stessi. Tutto nacque quando alcuni consiglieri del Csm chiesero un’azione disciplinare contro il giudice Luigi Bobbio, nominato ai vertici napoletani di An. La risposta della Corte spazza via ogni equivoco. Si chiarisce che la distanza dai partiti va rispettata anche dai magistrati fuori ruolo. Questa parte del verdetto scatenerà ricorsi e polemiche. Non pochi magistrati, posti fuori organico dalla maistratura,  ricoprono ruoli politici di sindaci, ministri e ministri-ombra, presidentidi Regioni e Province, responsabili di partiti per i problemi della giustizia.