Corte dei Conti boccia la Trenta: “Ha nominato consigliera senza requisiti”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 gennaio 2019 11:21 | Ultimo aggiornamento: 21 gennaio 2019 11:21
Corte dei Conti boccia la Trenta: "Ha nominato consigliera senza requisiti"

Corte dei Conti boccia la Trenta: “Ha nominato consigliera senza requisiti”

ROMA – La Corte dei Conti boccia il ministro della Difesa Elisabetta Trenta: “Ha nominato una consigliera senza requisiti”. Secondo i giudici, la nomina di Mariateresa Poli contrasta infatti con la legge per le tempistiche della procedura e perché mancano i requisiti di legge che consentono al consigliere di essere indipendente. Ora la Corte dei Conti si riunirà nei prossimi giorni per definire l’esito della valutazione del procedimento, esaminando la replica del ministro. Ma intanto, il decreto di nomina è stato bloccato.

Come spiega Fiorenza Sarzanini per Il Corriere della Sera, “era il 20 giugno scorso. Appena insediata, Trenta designa Mariateresa Poli specificando nel provvedimento che è stata ‘un magistrato ordinario e attualmente è magistrato militare fuori ruolo’. La legge impone che il decreto sia trasmesso alla Corte dei conti che deve fornire il visto e dunque concedere il via libera. Si tratta di una procedura che deve essere svolta subito ma, almeno a leggere la decisione dei giudici contabili, ciò non è avvenuto”.

Quindi, una prima contestazione della Corte riguarda la tempistica. Come scrive la Corte: “Si rileva la tardività sia della trasmissione (non in linea con le tempistiche delle moderne tecnologie informatiche di inoltro, né compatibile con fisiologici tempi procedurali del controllo preventivo di legittimità) sia soprattutto della nomina, effettuata con decorrenza dal giorno stesso del conferimento, richiamando l’attenzione sul fatto che il decreto, titolo che legittima l’esercizio delle funzioni, non può esplicare — salvo eccezionali ragioni di urgenza, da motivare in modo specifico — effetti prima dell’apposizione del visto”.

Ma c’è un altro punto: i requisiti per la nomina di Poli. I giudici, infatti, rilevano che trattandosi di un magistrato militare “non possiede i requisiti professionali e di carriera tassativamente richiesti dalla legge secondo cui il consigliere giuridico deve essere scelto tra i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, avvocati dello Stato, consiglieri parlamentari, nonché docenti universitari e avvocati”. Continua poi la Corte: “Un magistrato militare è sottoposto al controllo del ministro della Difesa e dunque non può essere il consigliere perché la sua posizione di soggetto ‘vigilato’ attenua, se non preclude, la sua necessaria indipendenza rispetto al ministro”.