Cosentino accusato di aver cambiato assegni per il clan

Pubblicato il 3 Dicembre 2009 11:14 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2009 11:14
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Nicola Cosentino

Il gip Raf­faele Piccirillo spiega in 29 pagine perché ha respinto la richiesta dei difensori dell’indagato di revocare la richiesta di arresto. Sono tre i collaboratori che hanno reso dichiarazioni ulte­riori rispetto a quelle già contenu­te nell’ordinanza: Luigi Guida il boss della Sanità che è diventato poi reggente del gruppo che fa ca­po a Francesco Bidognetti, Mi­chele Froncillo e Raffaele Piccolo.

Quest’ultimo muove una nuo­va accusa al sot­tosegretario: cam­biava assegni per conto del clan e parla di due assegni, uno da 2.500, l’altro da 7.500 eu­ro chiarendo tuttavia di non averli dati lui direttamente a Cosentino ma di aver utilizzato altre persone. Una nuova tegola, dunque, ca­de sul capo del politico del Pdl, già accusato di aver sostenuto e agevolato in varie occasioni le at­tività dei casalesi.

La difesa, però, non ci sta: «Luigi Guida, che è definito reggente per conto di Bidognetti, non ha incontrato una volta sola in molti anni Nico­la Cosentino. È credibile questo? La verità – prosegue il legale – è che, come negli anni Ottanta per Tortora, i pentiti fanno a gara per parlare di Cosentino. Accusarlo è diventato trendy».