La lettera di Cossiga a Schifani: “Non voglio i funerali di Stato”

Pubblicato il 17 agosto 2010 18:16 | Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2010 18:31

Delle quattro lettere-testamento inviate da Francesco Cossiga alle alte cariche dello Stato, Berlusconi, Napolitano, Schifani e Fini, la prima ad essere stata resa pubblica è quella inviata al presidente del Senato.

”Fu per me un onore grande servire la Repubblica, a cui sempre sono stato fedele; e sempre tenni per fermo onorare la Nazione ed amare la Patria. Fu per me un privilegio altissimo: rappresentare il Popolo Sovrano nella Camera dei Deputati prima, del Senato della Repubblica quale Senatore elettivo, Senatore di diritto e vita e Presidente di esso; e privilegio altissimo fu altresì servire lo Stato nel Governo della Repubblica quale membro di esso e poi Presidente del Consiglio dei Ministri ed infine nell’ufficio di Presidente della Repubblica”.

”Nel mio testamento, ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato, con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità. Per quanto attiene le onoranze che i costumi e gli usi riservano di solito ai membri ed ex-Presidenti del Senato, agli ex-Presidenti del Consiglio dei Ministri ed agli ex-Presidenti della Repubblica, qualora Ella ed il Governo della Repubblica decidessero di darne luogo è mia preghiera che ciò avvenga dopo le mie esequie, con le modalità, nei luoghi e nei tempi ritenuti opportuni”.

L’ultimo saluto che il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga, ha affidato alle lettere inviate alle alte cariche dello Stato, vi è – in quella resa pubblica dal presidente del Senato – una dedica particolare ai ”valorosi ed illustri Senatori ai quali porgo il mio augurio più fervido di ben servire la Nazione e di ben governare la Repubblica al servizio del Popolo, unico sovrano del nostro Stato democratico. Che Iddio – conclude Cossiga – protegga l’Italia!”.