Covid, ultimi due mesi da nemico pubblico numero uno: poi malattia “privata” come le altre

di Lucio Fero
Pubblicato il 2 Febbraio 2022 - 09:57
Covid, ultimi due mesi da nemico pubblico numero uno: poi malattia "privata" come le altre

Covid, ultimi due mesi da nemico pubblico numero uno: poi malattia “privata” come le altre (Foto d’archivio Ansa)

Covid, non ne possiamo più, la società e la psiche collettiva non ne possono più. E quindi, contando su due grandi alleati, il governo e la pubblica opinione stanno dando al Covid i mesi contati. Due, due mesi, non di più. A fine marzo dichiareremo che il Covid non è più il nemico pubblico numero uno e che quindi da aprile, dalla primavera e poi correndo giù verso l’estate, i comportamenti collettivi non devono più piegarsi alle forme imposte dal Covid.

Gli diamo altri due mesi al Covid per essere ancora la malattia sociale dominante, anzi per essere malattia sociale che affligge la comunità. Tra due mesi proveremo, governo e pubblica opinione, a retrocederlo il Covid a malattia “privata”, di quelle che, come tante altre, riguardano e affliggono in primo luogo l’individuo che la contrae.

Fine Covid a marzo. Gli alleati: la primavera/estate e i vaccini

La stagionalità del Covid moltiplicata per la quantità di popolazione vaccinata e cioè il contagio e la virulenza che rallentano con la diminuzione delle attività in luoghi chiusi e rimbalzano contro un 85 e passa per cento reale della popolazione vaccinata. Meno virus in circolo in primavera-estate e quel virus che va ad infrangersi contro le difese delle decine di milioni di italiani vaccinati (a questo punto più di 50 milioni su 59 totali). Sono le condizioni alleate, i fortissimi alleati della voglia di declassare se non dismettere il Covid “sociale” dopo due anni di assoluto protagonismo della patologia.

Terza dose non scade

Quindi chi ha fatto la terza dose del vaccino non avrà in dotazione un certificato sanitario a scadenza temporale. La vaccinazione in terza dose sarà valida almeno fino a quando (e si spera proprio quel quando non venga) virus non dovesse malamente mutare. E vaccinazione in terza dose significa e significherà sempre più vita sociale libera e piena. Anche gli scolari e studenti vaccinati saranno liberati dalla Dad, in via di sparizione i colori pandemici delle Regioni e le relative restrizioni. 

Per la terza volta diremo è finita. Ma stavolta non sarà solo illusione

Al netto del boicottaggio ottuso ed economicamente suicida (i non pochi esercenti di vari settori che lamentano di dover chiedere Green Pass a clienti e avventori), stavolta, nella primavera-estate 2022 sarà diverso. Diverso dall’estate 2020 in cui fu illusione tanto piena e collettiva quanto ingiustificata e insensata. Allora fummo sciocchi, volutamente sciocchi a pensare una pandemia svanisse in tre mesi e senza far nulla oltre che tributarle decine di migliaia di morti.

Poi, estate 2021 altro cedimento di massa all’illusione che “convivere con il virus” significasse fare come n on ci fosse. La vaccinazione di massa era in corso (non senza chi boicottava e non erano solo i no vax) e un’altra stagione fredda era in arrivo con maledetto corredo di altra variante. Ma la scorsa estate abbiamo vissuto per la seconda volta di fila come pandemia fosse svanita. E non lo era se non nella nostra mente tetragona ad aver rapporti intimi con la realtà. Stavolta però, alla terza volta, alla terza primavera estate. non sarà solo illusione.

Questa volta c’è una popolazione massicciamente vaccinata e quindi una patologia che, se contratta, nella grandissima parte dei casi dà esiti lievi o moderati. Stavolta ci sono circa 12 milioni di italiani che Covid l’hanno già avuto (quelli ufficialmente conteggiati, ma raddoppiarli non è azzardato). Stavolta il virus ha percorso stretto tra condizioni ambientali-climatiche e mura, cavalli di frisia, sbarramenti immunitari dati dai vaccini.

Quindi questa del 2022 sarà la primavera-estate del Covid che retrocede a malattia “privata” per chi la contrae, liberando questa retrocessione l’intera vita pubblica (con l’eccezione dei non vaccinati). Stavolta non è proprio finita, ma stavolta non sarà solo illusione vivere come se Covid, sia pur non svanito, sia diventato altra cosa e non più la malattia pubblica numero uno, il nemico pubblico numero uno.