Se il governo va a casa, un terzo dei parlamentari resteranno senza pensione

Pubblicato il 15 Novembre 2010 14:51 | Ultimo aggiornamento: 15 Novembre 2010 15:03

Quando si dice politici di lungo corso: in Italia un parlamentare su tre siede in parlamento da più di due legislature. Addirittura venti hanno ricevuto più di sette mandati, con i record di Mirko Tremaglia (Fli, undici mandati), Beppe Pisanu (Pdl, dieci mandati) e Giorgio La Malfa (Misto, dieci mandati).

E’ il ritratto del parlamento italiano fatto dal Sole 24 Ore, che sottolinea come i giovani, alla loro prima esperienza, siano poco meno di un terzo del totale.

Tutti sono rigorosamente desiderosi di restare almeno cinque anni: quelli necessari per ottenere il vitalizio. E in caso di caduta del governo Berlusconi, sarebbero ben 341 a non vedersi riconosciuto alcunché.

Il tetto dei due mandati lanciato dai “rottamatori” del Pd (Matteo Renzi, Filippo Civati, etc) taglierebbe fuori, se entrasse in vigore, 247 parlamentari. A farne le spese sarebbe soprattutto l’Udc: alla Camera salverebbe solo sei su 35 dei suoi deputati, con un taglio del 83 per cento, mentre al Senato la sforbiziata arriverebbe al 72 per cento.

Non è messo molto meglio il neonato Futuro e Libertà, che, in questo caso, perderebbe l’80 per cento dei suoi rappresentanti a Montecitorio e l 60 per cento a Palazzo Madama.

I due partiti maggiori, Pd e Pdl, perderebbero rispettivamente 203 rappresentanti su 318 il primo e 241 su 368 il secondo.

Tra i “cacciati” illustri ci sarebbero Emma Bonino e Altero Matteoli, entrambi con otto mandati sulle spalle, Massimo D’Alema, Angela Finocchiaro e Walter Veltroni (sette mandati ciascuno), Fabrizio Cicchitto (sei mandati), Rosi Bindi, Stefania Prestigiacomo e Giulio Tremonti (cinque mandati ciascuno).

Gli unici partiti con un maggior ricambio generazionale sono i più recenti Lega Nord e Italia dei Valori. Nel Carroccio i parlamentari con meno di due mandati sono il 61 per cento a Montecitorio e il 46 per cento a Palazzo Madama. Nelle file dell’Idv si salverebbero il 54,2 per cento dei deputati e il 58,3 per cento dei senatori.

Chi è ben lontano dall’aver maturato la pensione sono i 240 deputati e i 110 senatori alla prima legislatura. Proprio loro potrebbero costituire il nocciolo duro per una soluzione parlamentare della crisi do governo, nella direzione di un governo tecnico o di grandi alleanze.