Crisi di governo, possibili scenari. Da elezioni subito al governo tecnico per varare la manovra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Agosto 2019 9:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2019 10:52
Luigi Di Maio, Antonio Conte e Matteo Salvini

Luigi Di Maio, Antonio Conte e Matteo Salvini: la crisi di governo verte intorno a loro (foto Ansa)

ROMA – Tornare alle urne con elezioni il prima possibile; un governo “tecnico-elettorale”; un governo tecnico per varare la manovra entro il 31 dicembre; un governo guidato da una figura istituzionale di garanzia, con il sostegno dei principali partiti, per andare alle urne. Una soluzione, quest’ultima, “all’austriaca”.

Questi i possibili quattro scenari all’orizzonte dopo la crisi del governo giallo-verde. A tracciare questi quattro possibili scenari è Il Sole 24 Ore.

La soluzione austriaca alla crisi di governo.

In Austria, “dopo l’Ibiza-gate – spiega il Sole 24 Ore – che ha portato alla caduta del governo del popolare Sebastian Kurz appoggiato dalla destra del Fpö, il capo dello Stato ha dato l’incarico di formare il governo alla presidente della Corte costituzionale austriaca Brigitte Bierlein. Con l’obiettivo di formare un governo di super tecnici, di garanzia e il più neutro possibile, con il sostegno di popolari, socialisti e Fpö, in grado di portare il paese alle elezioni di settembre.

Le possibili date delle nuove elezioni.

Tre le date possibili: il 13, il 20 o il 27 ottobre. Se la crisi si consumasse infatti a metà agosto, le urne, considerando i tempi necessari per gli italiani all’estero, dovrebbero aprirsi a circa due mesi di distanza.

Ora tutto è nella mani del premier Giuseppe Conte.

Il dibattito e il voto sul governo Conte potrebbero dunque tenersi già prima di Ferragosto a Montecitorio: incassata a quel punto quella che appare come una certa sfiducia, il premier potrebbe salire al Quirinale e rimettere il mandato.

Scatterebbero così le consultazioni da parte del presidente della Repubblica e c’è chi non esclude l’ipotesi che Sergio Mattarella affidi mandati esplorativi ai vertici del Parlamento per sondare gli umori delle forze politiche. Altra ipotesi è che il Capo dello Stato dia l’incarico a un tecnico, consapevole che non sarebbe in grado di coagulare una maggioranza attorno a sé, ma che guiderebbe un Esecutivo ponte. Resta in piedi anche lo scenario che vede proprio l’attuale premier traghettare la Legislatura.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Ansa.