Csm, Napolitano è certo che le elezioni ci siano entro luglio. Il Pdl: “Non è detto”

Pubblicato il 23 luglio 2010 23:26 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2010 23:27

Giorgio Napolitano

”Sono certo” che il Parlamento eleggerà entro luglio i componenti laici del Csm: il convincimento- auspicio è del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che, intervenendo alla cerimonia del Ventaglio con la stampa parlamentare, rivolge anche l’invito a tenere ”su piani ben distinti” la questione dell’elezione dei componenti laici del Csm con quella della vicepresidenza.

”Maggioranza e opposizione – ricorda il capo dello Stato citando l’articolo 104 della Costituzione – devono mettersi d’accordo per indicare otto componenti: cinque dovrebbero essere della maggioranza e tre dell’opposizione. Ed è  fra uno di questi otto che poi il nuovo plenum dovrà eleggere il suo vicepresidente”.

Ma il vicepresidente, ricorda ancora Napolitano, dovrà essere eletto a maggioranza dal plenum ”di cui, oltre agli otto laici e ai due componenti di diritto, fanno parte i 16 componenti togati”. Quindi, è in sostanza il suggerimento del Presidente della Repubblica, le forze politiche, prima di litigare tra loro su chi dovrà essere il ‘prescelto’, farebbero bene a parlarne anche con i magistrati. E i magistrati, di fatto, concordano con l’impostazione del Capo dello Stato visto che il consigliere di Unicost Fabio Roia dice chiaramente che da un ”punto di vista metodologico” sarebbe ”inopportuno” che alcuni candidati a consigliere laico accettassero di andare al Csm solo ”avendo prima in tasca l’assicurazione della nomina a vicepresidente”.

Le forze politiche, però’, non sembrano sentire ragioni. Tra i poli, infatti, la discussione tra chi debba diventare il vice del Capo dello Stato nel presiedere l’organo di autogoverno della magistratura diventa ogni giorno più accesa. Soprattutto nel centrodestra visto che tra finiani e berlusconiani il clima è ancora piuttosto teso. Soprattutto dopo la vicenda intercettazioni.

In sostanza, la definizione di un accordo complessivo nel centrodestra deve passare anche per una intesa tra Fini e Berlusconi. E in questo quadro, il calendario dei lavori dell’aula ha la sua importanza. Quindi, prima si voterebbe per il Csm, cercando di accontentare anche le richieste del presidente della Camera, si ragiona in ambienti della maggioranza, e poi sul ddl. Il candidato indicato alla vicepresidenza dal Pdl Annibale Marini dà oggi la sua disponibilità dicendosi pronto a ”servire” il proprio paese. Ma, secondo quanto si apprende a Palazzo dei Marescialli, non tutti gradirebbero l’ ”imposizione” così evidente di un candidato. Mentre nel centrosinistra in molti ricordano la militanza del padre, Giuseppe Marini, nell’Msi partito nel quale ha ricoperto per diverso tempo l’incarico di segretario provinciale a Catanzaro.

Per quanto riguarda l’altro candidato di cui si e’ parlato molto in questi giorni, il centrista Michele Vietti, sembra che nel Pd si stia allargando la cerchia dei sostenitori. In ‘cambio’ però si chiederebbero due nomi di ‘peso’ come, ad esempio, quello dell’avvocato ex senatore Guido Calvi o del professore di procedura penale Glauco Giostra. Anche se in molti parlano dell’ex responsabile Giustizia dei Popolari Pietro Carotti e del professor Vincenzo Cirulli Irelli. Ma come spesso accade, i nomi che circolano alla vigilia delle votazioni sono sempre molti. Anche nel centrodestra. Così prende sempre più quota la candidatura del finiano Nino Lo Presti.

Mentre la Lega conferma, per ora, quella di Mariella Ventura Sarno, anche se non si escludono sorprese dell’ultim’ora. Unica incognita: la concreta intenzione del Pdl di trovare una soluzione entro luglio così come si è augurato oggi Napolitano. In molti, tra i berlusconiani, sono pronti a scommettere che anche per la prossima convocazione del Parlamento in seduta comune sarà fumata nera.