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Custodia cautelare: ok alla riforma dalla Camera, passa al Senato

Custodia cautelare: ok alla riforma dalla Camera, passa al Senato

Custodia cautelare: ok alla riforma dalla Camera, passa al Senato (LaPresse)

ROMA, 9 GEN – Custodia cautelare: sì dell’Aula della Camera alla mini-riforma dell’arresto preventivo in carcere, che potrà essere disposto meno facilmente di quanto non avvenga oggi.

La legge, approvata a Montecitorio con 290 sì, 13 no e 95 astenuti, e che modifica alcune norme del codice di procedura penale, passa al Senato.

Ha votato contro la Lega. I deputati di M5S si sono astenuti.

Carceri: Verini (Pd), su custodia cautelare legge di civiltà

“E’ una riforma equilibrata, di grande civiltà, che tiene insieme le giuste garanzie per la sicurezza dei cittadini, i principi costituzionali e l’autonomia dei magistrati. Con questa nuova norma l’Italia si allinea, finalmente, all’Europa”. Lo afferma il capogruppo PD nella commissione Giustizia, Walter Verini.

“La riforma garantisce i cittadini e lascia i delinquenti in galera – spiega Verini – considerando la carcerazione preventiva solo una estrema ratio, da applicare quanto altre misere alternative vengano ritenute dal magistrato non sufficienti. E’, inoltre, il risultato di un lavoro complesso che ha tenuto conto delle osservazioni degli operatori della giustizia. Se questo provvedimento fosse rapidamente approvato dal Senato, insieme a quello sulla messa alla prova e al cosiddetto ‘svuota carceri’, in aggiunta anche al recente decreto del governo sulle carceri, potremmo dare una risposta concreta ed efficace al drammatico sovraffollamento dei penitenziari, già sanzionato dall’Europa, oltre che norme di civiltà al nostro Paese”, conclude Verini.

Giustizia: Leva (Pd), su custodia cautelare riforma storica

“La riforma della custodia cautelare in via di approvazione oggi alla camera rappresenta un punto di svolta storico”. È quanto afferma Danilo Leva componente della Commissione Giustizia a vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni.

”Il testo sana la dicotomia materializzatasi nel corso degli anni tra diritto vivente e diritto vigente, riducendo l’area di applicabilità di un istituto usato spesso in maniera distorta. Ora sarà importante predisporre un meccanismo tale da consentire l’aggancio della riforma in questione al decreto carceri, affinché diventi legge al più presto”.

Giustizia: Ferranti, su custodia cautelare buon passo avanti

“Un buon passo avanti, che rafforza ulteriormente le garanzie a tutela della libertà personale”. Così commenta Donatella Ferranti (Pd), presidente della commissione Giustizia. “Le esigenze cautelari – sottolinea la prima firmataria della proposta di legge – non devono mai essere applicate in funzione di anticipazione della pena, quello votato è un testo equilibrato, che riesce a tenere insieme da un lato il principio della carcerazione preventiva come ‘extrema ratio’ e dall’altro la tutela delle vittime e la sicurezza dei cittadini nei confronti dei gravi reati”. Ferranti auspica ora un passaggio veloce al Senato: “E’ una riforma strutturale che potrà anche incidere positivamente sul sovraffollamento carcerario, ma è soprattutto un provvedimento indispensabile – conclude – per ripristinare una cultura delle cautele penali fondata sul pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza e sulla necessità di una valutazione, caso per caso e senza automatismi, delle misure pi ù idonee a garantire le esigenze cautelari in attesa della sentenza”.

Giustizia: Cirielli, su custodia cautelare serviva coraggio

“La riforma della custodia cautelare è un fatto importante e significativo. Peccato però che non ci sia stato abbastanza coraggio per riformare davvero l’istituto della custodia cautelare. Lo ha affermato nell’Aula della Camera il deputato di Fratelli d’Italia, Edmondo Cirielli, in dichiarazione di voto sulla proposta di legge che modifica la custodia cautelare.

“Noi – ha rilevato – siamo rigorosamente garantisti nella fase processuale, ma rigorosissimi nella fase dell’esecuzione della pena. Per questo registriamo con rammarico che non sono stati approvati nostri emendamenti attraverso cui si rendeva necessaria la misura cautelare in caso di flagranza di gravi reati. Rimane il principio di fondo: nessuno può essere messo in carcere solo sulla base di un pericolo. Le esigenze cautelari devono infatti basarsi sull’evidenza delle prove e su acclarate condotte. Infine un ulteriore motivo di delusione è non aver limitato al solo indagato la possibilità del ricorso contro la decisione del Tribunale del Riesame, proprio perché riconosciuto come Tribunale della libertà”, ha concluso Cirielli.

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