D’Alema: “Il Pd pronto a discutere delle riforme, ma la maggioranza è confusa”

Pubblicato il 11 Aprile 2010 16:05 | Ultimo aggiornamento: 11 Aprile 2010 16:05

«Il Pd è pronto a lanciare la sfida delle riforme, ma la mia sensazione è che ci sia molta confusione nella maggioranza». A dirlo è Massimo D’Alema, secondo cui «l’inizio è impressionante per il grado di improvvisazione».

In una lunga intervista al Sole 24Ore, l’esponente del Pd giudica il semipresidenzialismo a turno unico proposto da Berlusconi «un modello plebiscitario che non c’entra nulla con il sistema francese da lui evocato. Se il governo non ha fatto le riforme non è perchè è stato impedito dal Parlamento, ma perchè non è stato capace di farle. Berlusconi – sostiene – parte da premesse false e approda a proposte inquietanti del tutto fuori dal costituzionalismo europeo».

Per D’Alema l’alternativa è tra il modello francese e quello tedesco. Se si sceglie il primo, «è evidente che il presidente della Repubblica eletto dai cittadini non può essere espressione di una maggioranza relativa. Per questo serve il doppio turno. Se non lo si vuole ci si dimentichi al presidenzialismo».

L’ex premier torna a caldeggiare il modello tedesco: «Per il nostro Paese la soluzione di tipo parlamentare o neo-parlamentare è più adatta. Semmai, io rafforzerei i meccanismi di garanzia, ricorrendo a maggioranze qualificate per l’elezione del capo dello Stato. In un sistema federale – ipotizza – magari si può pensare a un’assemblea dei grandi elettori, con una maggiore rappresentanza delle istituzioni locali, a cominciare dai sindaci delle città capoluogo».

Altra ipotesi è «aggiungere che in caso di sfiducia costruttiva entro un anno si vota». D’Alema sottolinea la necessità di «una vera riforma della politica», con una riduzione dei costi e degli eletti a «tutti i livelli», e propone di regolare per legge i meccanismi interni di funzionamento dei partiti.

In ambito economico, l’esponente del Pd sottolinea la necessità di «alleggerire la pressione fiscale sul lavoro, ristabilendo la vera progressività e colpendo l’evasione». «Ho visto che Tremonti ha annunciato un libro bianco, ma per ora in materia fiscale abbiamo avuto solo libri dei sogni», dichiara. «Non so cosa intenda fare il ministro dell’Economia, ma siamo certamente interessati a una riforma che riteniamo essenziale». Sul federalismo fiscale «abbiamo fatto una legge delega che contiene molte promesse e molti principi giusti, ma di non facile realizzazione», afferma.

Nella fase attuativa «tutto si farà più complicato e potremo vedere alla prova la nota creatività di Tremonti». Misure prioritarie, prosegue, sono il sostegno dei redditi delle famiglie, maggiore attenzione all’innovazione e alla ricerca, e l’innalzamento dell’età pensionabile. Le pensioni, dice, «sono uno dei temi della grande questione giovanile che la sinistra ha faticato molto a comprendere e, ancor di più, ad affrontare». Infine, D’Alema propone la discussione di «un nuovo patto sociale, con il grande tema delle tutele del nuovo lavoro».