D’Alema: “Ha vinto il Pd, non la sinistra radicale”

Pubblicato il 19 Maggio 2011 9:42 | Ultimo aggiornamento: 19 Maggio 2011 16:50
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Massimo D'Alema

ROMA – ”Le elezioni le abbiamo vinte noi, non la sinistra radicale o qualcun altro. Sostenere il contrario come si continua a fare è solo sciocca propaganda”. Lo afferma, in una intervista alla Stampa, Massimo D’Alema che, analizzando l’esito delle amministrative, sottolinea come la debacle di Silvio Berlusconi non dipende tanto dai ”toni duri” usati dal Cavaliere, che ”sono sempre gli stessi e a volte hanno perfino pagato”, quanto dal ”totale fallimento dell’ azione di governo”.

Guardando ai risultati elettorali, dice il presidente del Copasir, ”il Pd si dimostra in grado di garantire un’alternativa al centrodestra”, nonostante a Napoli ”e in qualche area del Mezzogiorno, ma non in tutto il Mezzogiorno, paghiamo ritardi ed errori. Ma il Partito democratico è in piedi, cresce, e io questo trionfo del radicalismo e dell’estremismo proprio non lo vedo”. Anzi, ”siamo riusciti a intercettare i cali di consenso”, cosa ”mai scontata, mentre da mesi ossessivamente si diceva che non c’era l’alternativa a Berlusconi”.

Pisapia, ad esempio, ”ha fatto un’ottima campagna elettorale, ma supera la Moratti anche perchè il Pd è quasi il primo partito della città”. Quanto a Vendola e al suo partito, ”bisogna dare atto non solo di aver ottenuto un buon risultato, ma di aver dato notevole prova di unità. Sel è a pieno titolo una responsabile forza di governo”. L’idea bipolare, dice poi, ”è ormai radicata nella testa degli elettori e a volte la terzietà, se è fine a se stessa, si paga. Ripeto: ho grande rispetto per la discussione in corso nel Terzo polo ma chiedo loro che in che prospettiva strategica si pongono. Se si vuole superare il berlusconismo, bisogna assumersi delle responsabilità. E non mi riferisco certo a questi ballottaggi”.

Per D’Alema, peraltro, ”il voto rafforza la leadership” di Bersani ”e premia uno stile politico”. Un ”vantaggio per tutti: elimina dal campo tanta confusione e favorisce l’unità del centrosinistra”, che dipende ”prima di tutto dall’unità e dalla forza del Pd”. Quanto al successo di Fassino a Torino, ”Piero è stato generoso – dice l’ex premier – farà bene, ne sono sicuro. In più il suo successo è un buon segnale per noi della vecchia guardia”.