D’Alema vede il complotto: “Vogliono spaccare il PD”

Pubblicato il 24 Dicembre 2009 9:38 | Ultimo aggiornamento: 24 Dicembre 2009 9:38

Massimo D'Alema

Massimo D’Alema vede una “fronda” interna al Partito Democratico, un disegno con l’obiettivo di “spaccare” la forza politica. «A volte – spiega l’ex presidente del Consiglio in un’intervista all’Unità –  si ha l’impressione che più di informare si abbia l’obiettivo di condizionare il nostro partito. Forse non è piaciuto l’esito del congresso. Forse qualcuno pensa che si debba scardinare la maggioranza che lo ha vinto, isolando D’Alema e condizionando Bersani».

«Sono intenti politici. È incredibile perseguirli distorcendo le informazioni e lanciando accuse calunniose e indimostrate -prosegue D’Alema-. Quali sarebbero, in tutti questi anni, gli accordi sottobanco che avremmo fatto con Berlusconi? Sarei curioso di sentire l’elenco».

Sulle riforme l’esponente del Pd aggiunge: «Non ho mai elogiato l’inciucio, questo è tecnicamente falso». «La giornalista che mi intervistava ha usato quel termine. È del tutto evidente che se la giornalista non avesse usato la parola inciucio tutta questa polemica non sarebbe mai nata», spiega D’Alema sottolineando: «Io sono stato chiarissimo».

Sulla questione dei processi del premier l’ex presidente del Consiglio spiega: «Se Berlusconi vuole fare una leggina ad personam ha la maggioranza. Noi abbiamo detto con chiarezza che voteremo contro», dice ancora D’Alema. «Noi non dobbiamo fare nessun particolare dialogo. Siamo in Parlamento e ci stiamo per affrontare i problemi del Paese, confrontandoci con quanti dall’altro schieramento sono stati eletti dai cittadini», spiega il presidente di Italianieuropei.

A proposito del ruolo dell’opposizione, invece,  D’Alema ricorda che  «Veltroni ha fatto la campagna elettorale all’insegna della non demonizzazione di Berlusconi, fino a non nominarlo, e all’indomani delle elezioni ha sottolineato la comune responsabilità con il presidente del Consiglio in materia di riforme costituzionali. Sarebbe strano se avesse cambiato idea solo perché Bersani è diventato segretario del partito».

“Il giornale” e “Libero” sono pieni di elogi per lui, e D’Alema commenta: «C’è un atteggiamento strumentale», «in questo modo la destra cerca di guadagnare il vantaggio di presentarsi come la forza che vuole le riforme, senza neppure doverle fare davvero».