Daniele Poggio: il leghista che è stato in coma per il coronavirus ora vuole il lockdown

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Novembre 2020 8:55 | Ultimo aggiornamento: 13 Novembre 2020 8:55
Daniele Poggio: il leghista che è stato in coma per il coronavirus ora vuole il lockdown

Daniele Poggio: il leghista che è stato in coma per il coronavirus ora vuole il lockdown

Daniele Poggio, consigliere regionale della Lega in Piemonte, è rimasto in coma 45 giorni per il coronavirus e oggi dice che il lockdown è l’unica via.

Oggi Daniele Poggio racconta: “Sono risultato positivo al virus quando ancora non se ne sapeva nulla. Febbriciattola, spossatezza, poi un controllo all’ospedale di Novi Ligure. Il monitoraggio dell’ossigeno a casa con il saturimetro e alla fine mi sono ritrovato in coma nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Alessandria. Dei 45 giorni trascorsi lì non ricordo nulla”.

“I 15 giorni dopo li ho passati nel reparto di pneumologia – prosegue Poggi – continuando terapie e assumendo eparina. Ne sono uscito con 25 chili in meno e con diverse cicatrici ai polmoni. E’ dura, vi prego di non sottovalutare questo virus”.

Il lockdown e Salvini che non metteva la mascherina

Il consigliere regionale del Piemonte della Lega quindi lancia un appello “perché nessuno sottovaluti il Covid”. “C’e ancora troppa gente che agisce in leggerezza – dice Poggio – e da medico credo che la chiusura totale del paese per almeno un mese sia l’unica strada per uscire dall’emergenza. Certo questo comporta danni economici forti che lo Stato deve coprire, ma se vogliamo bloccare i contagi non ci resta che restare a casa il più possibile e ridurre al minimo i contatti”.

Su Salvini che non portava quasi mai la mascherina Poggio spiega a Repubblica: “Lo diceva tempo fa, quando c’era confusione: ora vedo che la porta sempre. Se lo incontrassi direi ciò che da medico dico a tutti. Che il coronavirus è una brutta bestia: bisogna indossare sempre la mascherina, lavare spesso le mani, mantenere le distanze e avere un saturimetro per capire quando la situazione si aggrava ed è il caso di preoccuparsi”. (Fonti Facebook e Repubblica).