Letta in Senato mercoledì alle 9:30. Franceschini: “Voto di fiducia? Non è scontato”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 settembre 2013 15:29 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 16:43
Dario Franceschini

Dario Franceschini (foto Ansa)

ROMA – Voto di fiducia mercoledì? Non è scontato. Parola del ministro Dario Franceschini che, al termine della conferenza dei Capigruppo di Montecitorio spiega: “Letta farà delle comunicazioni alla Camera a partire dalle ore 16 ma il voto di fiducia non è scontato. Dipenderà da come andrà il dibattito”.

Di certo per ora c’è che Enrico Letta inizierà a parlare in Senato mercoledì mattina alle 9:30. Tutto in diretta tv, compreso il dibattito successivo, come richiesto dalla conferenza dei capigruppo. Voto di fiducia eventuale, quindi,  nel primo pomeriggio.

“Le comunicazioni del presidente del Consiglio – aggiunge Franceschini – sono sempre aperte alla possibilità che venga presentato un documento e un conseguente voto di fiducia. Vedremo cosa accade, vedremo il dibattito”.

Il calendario. Intanto prende forma definitiva il calendario dei lavori di quello che, salvo sorprese o ripensamenti, doverebbe essere l’ultimo giorno del governo Letta. Il premier mercoledì interverrà prima al Senato e poi nel pomeriggio, a partire dalle 16.00, alla Camera. E’ quanto è emerso dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Alla Camera possibile voto fiducia alle 22.  Nel caso in cui mercoledì si arrivasse a un voto di fiducia sulle comunicazioni di Enrico Letta alla Camera, il voto finale a Montecitorio sarebbe intorno alle 10 di sera. E’ quanto emerge dalla conferenza dei capigruppo di Montecitorio.

Le comunicazioni del premier dureranno infatti intorno ai 40 minuti, dopodiché toccherà ai gruppi per un totale di due ore (31 minuti al Pd, 17 minuti al M5S, 16 minuti al Pdl, 12 a Scelta civica, 10 alla Lega, 10 a Fratelli d’Italia, 10 al gruppo Misto). Seguirà una replica del presidente del Consiglio e nel caso di una mozione di fiducia un ulteriore dibattito e l’attesa per le procedure di voto (le cosiddette chiame). Un pacchetto che fa sì che il voto finale sull’eventuale fiducia possa arrivare solo a sera.