Daspo e provocatori modello Di Maio, Salvini: così 60 mln italiani indagati

di Lucio Fero
Pubblicato il 7 settembre 2018 9:53 | Ultimo aggiornamento: 8 settembre 2018 8:09
Daspo tangenti e provocatori modello Di Maio, Salvini: così 60 mln italiani indagati

Daspo e provocatori modello Di Maio, Salvini: così 60 mln italiani indagati (foto Ansa)

ROMA – Daspo e provocatori, agenti provocatori. E’ la tenaglia con cui Luigi Di Maio e tutto M5S ritengono di afferrare e stritolare la tangente, la mazzetta, la corruzione nella gestione del pubblico denaro. Daspo e agenti provocatori stroncheranno, prosciugheranno ogni mangiatoia, purificheranno ogni appalto e riusciranno dove hanno fallito tutti. Riusciranno ad eliminare, reprimere, cancellare un giro di soldi che si stima intorno ai 100 miliardi annui. Tanto fattura, nelle stime, il comparto della mazzetta, il settore della tangente, l’impresa della corruzione.

M5S tutto è convinto e certo che si risolva così, con questi mezzi e metodi. E da ieri almeno formalmente ne è convinto anche il governo. Il Consiglio dei Ministri ha infatti approvato una bozza di legge anti corruzione assolutamente modello Di Maio. Attenzione: quel che approva il Consiglio dei Ministri non è che diventa legge vera il giorno dopo. Ci vuole il voto del Parlamento. Cioè bisogna che la legge arrivi in Parlamento (questione di tempo e anche di volontà politica). Poi ci sono le modifiche, gli aggiustamenti, i ripensamenti.

E ce ne saranno, pare proprio di sì. All’entusiasmo di Di Maio (consueta eco del premier Conte) si è contrapposta netta l’osservazione di Matteo Salvini. Che così è suonata: così si finisce per mettere sotto indagine 60 milioni di italiani. Sessanta forse no, ma milioni di italiani di certo sì finirebbero sotto indagine con il pacchetto anti corruzione modello M5S. Milioni di italiani, tra loro tanti corrotti e tra loro anche tantissimi che avrebbero la colpa/disgrazia di avere a che fare con la Pubblica Amministrazione per questioni di lavoro e soldi.

Daspo, è la misura più titolata. Forse per la brevità della sigla, forse per assonanza con quello comminato (molto in teoria) all’ultra da curva. Daspo, cioè divieto di stadio all’ultra violento. Daspo, cioè divieto di lavorare con Pubblica Amministrazione ed Enti Pubblici se condannato per corruzione. Per tenere fuori gli ultra violenti dallo stadio non funziona. Funzionerebbe il Daspo per imprenditori (a Di Maio piace sempre più chiamarli prenditori) corrotti?

Daspo a vita dice il modello M5S. A vita non lavori più con il pubblico se c’è stata condanna superiore ai due anni. Due anni di condanna, se condanna c’è, sono circostanza, malus, facilmente raggiungibili. E allora il modello M5S introduce anche la categoria del perdono. Il Daspo a vita può essere revocato da perdono che interviene però dopo 10 o 12 anni (dipende).

Se la condanna intervenuta è inferiore ai due anni, allora Daspo non a vita ma per cinque o sette anni (dipende). Infine la categoria del pentimento. Pentirsi vale solo per peccati commessi fino a sei mesi prima. Se colto da pentimento il corrotto ha un timing da osservare.

Più che ad una legge somiglia ad un incrocio tra un regolamento di condominio e una prescrizione parrocchiale del tempo che fu. Tanto il peccato, tanta la penitenza. La corruzione viene intesa esclusivamente come fenomeno e comportamento soffocabile a suon di punizioni. La legge modello M5S anti corruzione è ispirata dallo stesso concetto per cui si pensa di poter soffocare la ridarella in classe degli alunni spedendone uno o più fuori appunto della classe.

In più, molto in più, l’agente provocatore. Un signore o una signora che per mestiere va a tentare l’imprenditore o il funzionario pubblico. Immaginaniamo: buongiorno, lei ha quella pratica sul tavolo, magari accelerando…ci sarebbe vantaggio per tutti…dice di sì? Mi segua in Questura! Oppure: lei partecipa a questa gara d’appalto. Si potrebbe accelerare, magari aiutando in qualche modo. Dice di sì? Mi segua in Questura!

Non ha torto Salvini: così finiscono sotto indagine a milioni e finiscono in Daspo tutti quelli che lavorano per la Pubblica Amministrazione. Basta dare al modello Di Maio qualche annetto di applicazione e l’obiettivo è raggiunto: tutti daspati e risolto il problema della corruzione negli appalti pubblici per eliminazione dei concorrenti.

D’altra parte a M5S sono fatti così: ieri Danilo Toninelli, il ministro che ha detto in Parlamento di “pressioni interne ed esterne” ai suoi danni perché non rivelasse della concessione ad Autostrade, ha mostrato i documenti a sostegno delle sue parole: carte scritte. Che però sono state scritte a gennaio. E Ponte Morandi è venuto giù ad agosto. Deve essere stato che i poteri forti e oscuri già sapevano a gennaio che l’eroico Toninelli avrebbe svelato le magagne, già lo sapevano sette mesi prima che crollasse il ponte, prima anche che Toninelli diventasse ministro. Altrimenti che poteri forti e oscuri sono? Questo è Danilo Toninelli, al suo meglio, al suo naturale.

D’altra parte a M5S sono fatti così: Dino Giarrusso fa grande inchiesta per le Iene dove scopre grande scandalo e grandi molestie di noto regista. Scandalo e molestie che la magistratura non vede quando v a indagare. E’ lo stesso Giarrusso che fa le pulci e tiene sotto scacco gli immunologi e i vaccinatori e gli scienziati in genere. Ed è lo stesso Giarrusso che giustifica e rivendica il suo recente incarico di vigilante sui concorsi per docenti universitari con un meraviglioso: di Università mi sono già occupato, ci ho fatto sopra un’inchiesta per le Iene.

Ecco, più o meno la stessa competenza, lo stesso tipo e grado di competenza che il modello Di Maio fatto legge Daspo ha nei confronti del legiferare.