Davide Casaleggio alla Camera, per lavorare alla piattaforma informatica M5S?

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Luglio 2014 14:57 | Ultimo aggiornamento: 23 Luglio 2014 14:57
Davide Casaleggio, a destra, con il padre e Beppe Grillo

Davide Casaleggio, a destra, con il padre e Beppe Grillo (Lapresse)

ROMA – Casaleggio, il figlio stavolta, alla Camera. Ha creato un certo scompiglio e tante indiscrezioni la presenza di Davide Casaleggio alla Camera dei deputati, martedì. Un “no comment” da parte dello staff M5S non ha fatto altro che incrementare le voci sul possibile ruolo di Casaleggio Jr, esperto di informatica, nel Movimento.

E infatti la sua visita potrebbe avere a che fare con la piattaforma informatica che la Casaleggio&Associati sta creando per i parlamentari 5 Stelle. Il retroscena lo racconta il Corriere della Sera:

La visita di ieri, nonostante le smentite, fa crescere i sospetti su un suo ruolo nel Movimento. Ma c’è un’altra spiegazione. Più scottante. Perché ieri è scoppiato un caso che covava da giorni tra i parlamentari a 5 Stelle e che riguarda Massimo Artini. Il deputato toscano era stato incaricato sin dall’inizio di lavorare alla piattaforma informatica che doveva essere dedicata ai parlamentari a 5 Stelle. Lavoro delicato, fatto d’intesa con Casaleggio. E che ha portato alla creazione, oltre al blog di Grillo, del portale Lex (rivolto anche ai militanti, per intervenire sulle proposte di legge) e di uno specifico dei parlamentari. Bene, raggiunto il risultato (non per tutti soddisfacente, anche perché i nuovi sistemi sono rimasti agganciati al server della Casaleggio associati), Artini avrebbe creato un sistema parallelo. Una piattaforma dedicata alla Difesa, con una pagina inserita nel blog di Grillo che conduceva direttamente a un server di sua proprietà. Chi votava un sondaggio sul blog di Grillo, usando le sue password, finiva sul server di Artini.

Questa l’accusa, tutta da provare. Potrebbe trattarsi solo di un equivoco tecnico. Così come sono da provare tutte le illazioni e le fantasie galoppanti tra alcuni deputati, che parlano di furti di password, immaginano complotti, infiltrazioni dei servizi e fiancheggiamenti renziani. Da provare anche che Casaleggio junior sia venuto per sciogliere i dubbi su questa vicenda. Su Facebook erano in parecchi a segnalare problemi sul sondaggio: «C’è una falla nell’autenticazione del sito – scrive Maurizio Manca – Siccome il dominio è registrato a tuo nome mi rivolgo a te. I membri del nostro meetup che ci hanno contattato hanno paura di un caso di phishing». Artini smentisce tutto e si arrabbia: «Solo stupidaggini. Se ci fosse qualcosa di illecito o di illegale lunedì non avremmo pubblicato i dati del sondaggio sulla rappresentanza militare». Questioni interne a parte, resta il posizionamento esterno. Luigi Di Maio, dopo l’altalena dei giorni scorsi, rilancia il dialogo: «Aspettiamo fatti dal Pd. siamo disponibili ad altri tavoli ma aspettiamo fatti concreti».