Ddl anticorruzione, via libera alla Camera. M5s esulta, Lega no

di redazione Blitz
Pubblicato il 22 novembre 2018 19:17 | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2018 19:17
Ddl anticorruzione, via libera alla Camera. M5s esulta, Lega no

Ddl anticorruzione, via libera alla Camera. M5s esulta, Lega no (Foto archivio Ansa)

ROMA – Il disegno di legge anticorruzione di Luigi Di Maio e Alfonso Bonafede incassa il primo via libera alla Camera con 288 sì (143 i voti contrari), e si appresta a passare all’esame del Senato, dove sarà modificata la norma che ammorbidisce il reato di peculato, inserita nel testo grazie al voto segreto sull’emendamento dell’ex M5s Catello Vitiello. Un incidente che continua a produrre strascichi e tensioni tra alleati di governo. 

Ma se i deputati M5s applaudono, quelli della Lega tacciono, già concentrati sul loro provvedimento-bandiera, il decreto Sicurezza, che proprio a causa del ddl anticorruzione slitta a lunedì e sul quale pesano le critiche di una quindicina di malpancisti pentastellati, tanto che non è affatto escluso un nuovo ricorso al voto di fiducia, come già accaduto al Senato. 

Il giorno dell’esultanza grillina viene appannato dalla polemica tutta interna all’esecutivo sulla presunta regia di Giancarlo Giorgetti nell’incidente sul voto segreto. Non sfugge la scelta del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio di non sedersi nei banchi del governo durante l’esame del ddl in Aula, bensì accanto agli altri deputati leghisti. Del resto, non è un mistero che il provvedimento non è mai stato gradito fino in fondo alla Lega. E sarà stata una coincidenza, ma non passò inosservata l’assenza di Salvini alla riunione del Consiglio dei ministri che licenziò il provvedimento.

Fortemente critiche le opposizioni, che parlano di provvedimento “giustizialista” e sperano in un intervento della Corte costituzionale per far naufragare almeno la riforma della prescrizione. “M5s e Lega hanno messo in atto una commedia, che ha rivelato un governo allo sbando che usa la giustizia come terreno di scontro”, spiega Walter Verini, deputato Pd delle commissioni Giustizia e Antimafia. “Oggi si è commesso un attentato al processo penale, con i 5 stelle esecutori materiali ed i loro alleati di governo complici silenti, ma determinanti. Siamo orgogliosi di aver condotto una battaglia parlamentare per difendere i principi di civiltà giuridica che questa riforma compromette irrimediabilmente”, scandisce Enrico Costa, deputato e responsabile Giustizia di Forza Italia.

Intanto i 5 stelle fanno già di conto con il calendario in mano, pronti ad accelerare il più possibile per incassare l’ok definitivo entro il 2018, come annunciato da Conte. E’ il Pd a ‘denunciare’ il tentativo di incardinamento nelle commissioni di palazzo Madama del ddl quando ancora era in corso l’esame alla Camera: “assurdo e grave”, tuona il dem Alan ferrari, che chiede l’intervento della presidente Casellati.