De Girolamo: l’ex fidanzato, padre del figlioccio, direttore. Sanniti al ministero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 gennaio 2014 11:53 | Ultimo aggiornamento: 12 gennaio 2014 11:53
De Girolamo: l'ex fidanzato, padre del figlioccio, direttore. Sanniti al ministero

Nunzia De Girolamo (LaPresse)

ROMA – Nunzia De  Girolamo, ministro per l’Agricoltura con una predilezioni verbale per gli escrementi,  aveva come capo della segreteria politica Antonio Tozzi, il suo ex fidanzato.

Poi, a inizio ottobre 2013, lo ha promosso direttore generale della Sin (società che gestisce il sistema informatico agricolo, controllata al 51% da Agea, Agenzia per le erogazioni in agricoltura, dello stesso ministero della Agricoltura). Stipendio: 175mila euro l’anno più benefit, tra cui l’auto aziendale con cui tutte le settimane va e viene da Benevento (il rimborso spese sulla tratta Roma Benevento va un po’ a tutti i sanniti in trasferita con Nunzia De Girolamo).
“Commercialista dei De Girolamo, 45 anni, Tozzi in un’intervista al Corriere del Mezzogiorno ha rivendicato di essere ‘un vecchio amico di famiglia’ in realtà è stato il fidanzato storico di Nunzia”.
Afferma con sicurezza su Repubblica Giovanna Vitale. Non scrive, Giovanna Vitale, se la promozione è anche un po’ un allontanamento, conseguenza del matrimonio, civile, fra Nunzia De Girolamo e il deputato del Pd Francesco Boccia.
Seguono nella classifica dei fedelissimi di Nunzia De Girolamo redatta da Giovanna Vitale Luigi Barone Giacomo Papa,
“i due personaggi intercettati nell’estate 2012 a trattare con la ministra gli affari della Asl di Benevento”
Luigi Barone, che ha preso il posto dell’ex fidanzato Antonio Tozzi a capo segreteria alle Politiche agricole, è “amico del cuore” di Nunzia De Girolamo:
“Lei è stata sua testimone di nozze nonché madrina della figlia, battesimo che il parroco rifiutò di celebrare in quanto Nunzia, non sposata in chiesa, conviveva more uxorio.” 
Dal punto di vista del prete. Luigi Barone, che è anche stato vice direttore del Sannio, afferma Giovanna Vitale che,
“in barba al divieto di cumulo delle indennità, per un periodo è stato stipendiato due volte dal dicastero: come direttore della rivista telematica Aiol, da cui si è dimesso alla vigilia di Natale, e (appunto) come capo della segreteria politica del ministro, dove prima imperava Antonio Tozzi”. 
L’articolo di Giovanna Vitale costituisce una lettura educativa. Giovanna Vitale è una precisa e onesta cronista, della vecchia scuola nonostante la giovane età. Questo pezzo sembra un po’ un esordio nel grande scenario nazionale, dopo anni di gavetta nella cronaca di Roma dove negli ultimi tempi era un po’ una spina nel fianco per la linea di adorazione acritica stile Re Magi adottata da Repubblica nei confronti delle devastazioni compiute dal sindaco Ignazio Marino in meno di un anno. Se la Vitale lasciasse la cronaca, la copertura della cronaca comunale resterebbe in mano a certamente più malleabili precari.
Nel suo articolo, che è un po’ anche un affresco della politica delle Larghe intese in dimensione familiare, Giovanna Vitale traccia un quadro tipico della politica italiana. Non è infatti solo Nunzia De Girolamo a circondarsi di conterranei: se uno va a vedere la città di nascita degli staff di molti ministri, compresi alcuni di statura nazionale, oggi come ieri, scopre che parecchi addetti sono della stessa città se non dello stesso quartiere.
Ma leggerselo così, nero su bianco, sull’onda di una vicenda che sempre più assume i contorni dello scandalo, fa sempre un po’ impressione:
“C’è il fidanzato storico e il capo del papà, il suo commercialista e l’amica del cuore. È il cerchio magico di Nunzia De Girolamo: un piccolo esercito di fedelissimi, tutti sanniti doc, che la ministra si porta sempre dietro ovunque vada. Sorta di famiglia allargata solo di recente a presenze non proprio autoctone — colpa del marito piddino, Francesco Boccia — ora trasferita in blocco in Via XX Settembre”
dove ha sede, per che non ha dimestichezza con i ministeri di Roma, quello della Agricoltura.
“A nulla è servita l’interrogazione dei capigruppo democratici in commissione Agricoltura di Camera e Senato («Basta con la moltiplicazione degli incarichi negli enti e nelle società vigilate dal ministero ») né la censura della medesima commissione a Montecitorio, che ha raccomandato «la valorizzazione del personale interno » e «il contenimento di incarichi e consulenze a soggetti esterni all’amministrazione». Nostra signora del Sannio ha continuato come se nulla fosse a distribuire prebende e poltrone. A cominciare dai più devoti”.
 
Oltre ai casi già esaminati, c’è quello del “rapporto stretto” con Giacomo Papa,
“già responsabile Enti locali del Pdl sannita: chiamato al ministero come consigliere giuridico, è ora vicecapo di gabinetto. Titolo di merito? Per 4 anni è stato commissario del consorzio agrario di Benevento, il cui direttore era (ed è tuttora) Nicola De Girolamo, papà della ministra: è lui il regista dell’emendamento alla legge di Stabilità, poi bocciato al Senato su parere contrario del ministero della Economia, che dava circa 400 milioni a Federconsorzi”. 
Seguono:
“Luca Ciccone, segretario particolare pur non avendo la laurea (e infatti il suo curriculum non compare sul sito dell’Agricoltura): nominato il 2 maggio con un compenso che a fine 2013 superava i 60.500 euro, ad integrazione dello stipendio percepisce anche l’indennità di missione, che guarda caso scatta sempre nel weekend sulla tratta Roma- Benevento — come per tutti gli altri sanniti fuorisede —con tanto di rimborso spese di viaggio e diaria”. 
 
“Ilaria Facchiano, avvocato 34enne, consigliere giuridico cococo a 34mila euro l’anno”.
“Maria Esposito, altro consigliere giuridico ma a titolo gratuito (però con spese di missione pagate per tornare a casa): entrambe intime amiche della ministra. 
“Antonietta Postorivo, ma stavolta Benevento non c’entra: esperta di cinema, è la moglie del senatore Ncd Antonio D’Alì, cococo a 15mila l’anno.
“Giovanni Mainolfi, generale della Gdf, citato come fonte dal pidiellino Alfonso Papa nell’inchiesta sulla P3, ad agosto è stato nominato commissario Agea, mentre all’Eipli subcommissario è diventato Gino Cusano, ex vicecoordinatore pdl di Avellino. 
Nota Giovanna Vitale:
“Un’imbarcata che ha fatto storcere il naso agli unici due magistrati in servizio in Via XX Settembre, subito perciò allontanati. In autunno Salvatore Mezzacapo, giudice del Tar, ha lasciato la guida dell’ufficio legislativo a Marco Caputo, giovane funzionario della Camera vicino a Francesco Boccia”. 
Larghe intese in cucina:
“Vicino a Boccia è anche Ferdinando Ferrara, dirigente di Palazzo Chigi che a dicembre ha sostituito il consigliere di Stato Michele Corradino, revocato da capo di gabinetto per decreto, con una decisione senza precedenti”. 
“Ultimo arrivato, Bartolo Cozzoli, ex vicesindaco pd di Bisceglie, già consigliere giuridico della presidenza del consiglio, nuovo vicecapo di gabinetto (e due)”. 

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