De Luca: “Io parte lesa”. I pm: “Minacciato, non denunciò”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2015 11:47 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2015 17:11
De Luca indagato: "Io parte lesa". I pm: "Pilotò reintegro"

De Luca indagato: “Io parte lesa”. I pm: “Pilotò reintegro”

NAPOLI – Nell’attesa conferenza stampa di Vincenzo De Luca, indagato insieme al giudice che ne ha sentenziato la permanenza a governatore, il presidente della Campania ha attaccato la stampa ma ha espresso il suo sostegno ai magistrati che invita a proseguire nell’inchiesta.

“Io sono parte lesa in questa vicenda, io e l’istituzione che rappresento”, ha dichiarato. “Sostengo pienamente l’azione della magistratura e la invito ad andare avanti con estremo vigore e in tempi rapidi, il controllo di legalità per le persone perbene è un vantaggio non un fastidio”, ha aggiunto l’ex sindaco di Salerno, assicurando di “non essere a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla”. Ribadito tre volte. “Keep calm e al lavoro senza distrazioni” ha detto rivolto ai collaboratori e annunciando le nuove iniziative della Giunta.

L’inchiesta. De Luca è iscritto nel registro degli indagati per corruzione per induzione. Secondo la procura di Roma, insieme al braccio destro Mastursi (che si è dimesso lunedì) ha pilotato la decisione sulla propria sospensione ottenendo il reintegro e congelando gli effetti della Legge Severino. Con lui è indagata il giudice del Tribunale civile di Napoli (è lei che lo ha reintegrato il 22 luglio scorso).

La sentenza che ha consentito a Vincenzo De Luca di rimanere governatore della Campania potrebbe essere stata «truccata». Per questo il presidente e alcuni uomini del suo staff – primo fra tutti il capo della segreteria Nello Mastursi, vicesegretario del Pd regionale, che per questo due giorni fa ha improvvisamente deciso di dimettersi – sono indagati dalla procura di Roma. Sotto inchiesta per i reati di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio anche la giudice del tribunale di Napoli Anna Scognamiglio, relatrice del verdetto; suo marito Guglielmo Manna, manager dell’ospedale Santobono; un altro avvocato che avrebbe fatto da mediatore. (Fiorenza Sarzanini, Corriere della Sera).

I pm, “Minacciato, non denunciò”. Secondo i pm, De Luca, “per il tramite di Giuseppe Vetrano e Carmelo Mastursi (l’ex capo di gabinetto di De Luca ndr)”, sarebbe stato minacciato “di una decisione a lui sfavorevole da parte del tribunale civile di Napoli, con conseguente perdita della carica ricoperta” e per questo indotto “a promettere a Guglielmo Manna, sempre per il tramite dei due, la nomina a una importante carica dirigenziale nella sanità campana”. E non denunciò mai tale minaccia.

De Luca e altri sei indagati. Sono 7 gli indagati della procura di Roma nell’inchiesta che coinvolge Vincenzo De Luca. Con il governatore sono iscritti tra gli altri con l’accusa di concussione per induzione, il giudice Anna Scognamiglio e l’ex capo segreteria di De Luca, Carmelo Mastursi. Tutti, tranne De Luca, sono stati perquisiti il 19 ottobre. Gli altri indagati sono l’avvocato Guglielmo Manna, marito della Scognamiglio, Giorgio Poziello e Gianfranco Brancaccio, intermediari, Giuseppe Vetrano, ex coordinatore delle liste che hanno sostenuto De Luca in campagna elettorale. Nessuno dei perquisiti ha fatto ricorso al tribunale del riesame di Roma per impugnare i decreti di sequestro. L’inchiesta, affidata ai pm Corrado Fasanelli e Giorgio Orano, ha preso spunto da una trasmissione di atti da parte della procura di Napoli.