Debiti Pubblica Amministrazione, Camera approva decreto: è legge

Pubblicato il 5 Giugno 2013 20:13 | Ultimo aggiornamento: 5 Giugno 2013 20:13
Debiti Pubblica Amministrazione, Camera approva decreto: è legge

Laura Boldrini (Foto Lapresse)

ROMA – Debiti della Pubblica Amministrazione, con il via libero definitivo della Camera il decreto è ora legge. Hanno votato a favore 508 deputati, nessun contrario. Il giorno prima, 4 giugno, al Senato il testo era passato con 247 sì e sette astenuti. Nessun contrario nemmeno in quel caso.

Tra le novità dell’ultima’ora nel testo spunta un taglio di 400 milioni alle imprese per consentire ai Comuni di non pagare l’Imu sugli immobili di loro proprietà, nonché la proroga di sei mesi a Equitalia per riscuotere i tributi degli enti locali. Di seguito le misure principali del provvedimento.

40 MILIARDI IN 2 ANNI –  Il provvedimento sblocca tra il 2013 e il 2014 40 miliardi di pagamenti da parte della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese.

FASE DUE –  Con una modifica approvata alla Camera si pongono le basi per un’ulteriore tranche: le nuove erogazioni potranno essere effettuate attraverso operazioni di tutti gli operatori finanziari, compresa la Cassa depositi e prestiti

TAGLI ALLE IMPRESE – 400 milioni di tagli ai fondi per le imprese. Le risorse servono a coprire tra l’altro lo stop al pagamento dell’Imu sugli immobili di proprietà dei Comuni. Si tratta di una scelta ”del governo, ha spiegato uno dei relatori, Giorgio Santini, con l’impegno a ripristinare le risorse nel 2014”.

TAGLI A MINISTERI, SALVA LA SCUOLA –  A pagare gli oltre 550 milioni di euro che servono a copertura del decreto legge nel 2014 sarà l’incremento Iva dovuto al pagamento delle nuove fatture mentre nel 2015 saranno i tagli lineari ai ministeri, con l’eccezione di scuola, università. Salvi anche l’Expo e i fondi per la cooperazione allo sviluppo.

ALLENTAMENTO PATTO STABILITA’ ENTI LOCALI –  Escluso per il 2013 dal Patto di stabilità interno i pagamenti di debiti di parte capitale. Ok al patto di stabilità interno verticale: le regioni possono modificare, a invarianza di contributo, gli spazi finanziari ceduti a province e comuni. Ammorbidite anche le sanzioni per quegli enti locali che hanno sforato il patto di stabilita’ a causa del mancato pagamento dei debiti.

DURC – Le imprese per ottenere i pagamenti dovranno dimostrare di essere in regola con i contributi.

COMPENSAZIONI – Possibile compensare crediti e debiti fino alla soglia di 700.000 euro. Con una modifica approvata alla Camera si prevede inoltre che siano interessati i ruoli emessi fino al 31 dicembre 2012.

ORDINE CRONOLOGICO E MULTE SALATE A DIRIGENTI – Spetterà alle amministrazioni identificare i soggetti che hanno diritto e gli importi da pagare. Se gli importi superano le disponibilità sarà seguito il criterio dell’anzianità del credito scaduto. Previste multe salate, fino a 100 euro al giorno, per i dirigenti che non rispettano la tabella di marcia.

CREDITI E GARANZIA STATO –  Via libera dal 2014 alla concessione della garanzia dello Stato per ”agevolare la cessione” dei crediti maturati nei confronti della Pubblica amministrazione entro fine 2012 ”a banche e ad altri intermediari finanziari” e nonché a favore di istituzioni finanziarie. Novità che secondo la maggioranza consentirà di pagare tutti i debiti entro il 2014.

CERTIFICAZIONI – Le certificazioni dovranno contenere la data in cui sarà effettuato il pagamento nei confronti delle imprese.

MONITORAGGIO – Le amministrazioni dovranno effettuare una ricognizione completa dei debiti commerciali entro fine 2012.

APPALTI PUBBLICI – Le imprese, fino al 2015, potranno sospendere i lavori, nel caso in cui il mancato pagamento raggiunga il 15% dell’importo netto contrattuale.

PROFESSIONISTI –  Anche i singoli professionisti potranno mettersi in fila e riscuotere i crediti accumulati nei confronti della Pubblica amministrazione.

TARES –  Per il solo 2013 i comuni potranno modificare la scadenza, fissata a luglio, e il numero delle rate del tributo.

TRIBUTI LOCALI E EQUITALIA –  I Comuni avranno sei mesi di tempo in più per organizzare la riscossione in proprio dei tributi, fino all’1 gennaio 2014. Di fatto, una proroga dei poteri di Equitalia.