Decadenza Berlusconi? 15-20 M5s, Sel, Gal: 184 voti per un Letta bis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 9:56 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 10:27
Decadenza Berlusconi? 15-20 M5s, Sel, Gal: 184 voti per un Letta bis

Alberto Luis Orellana (Foto Lapresse)

ROMA – Letta bis, 15-20 senatori del Movimento 5 Stelle sarebbero pronti a sostenere un nuovo governo nel caso in cui Silvio Berlusconi e il Pdl facessero cadere quello attuale. Sul Giornale Emanuela Fontana scrive di

“venti grillini che sarebbero pronti ad appoggiare un nuovo governo con Pd e Sel nel caso di esplosione dell’alleanza trasversale Pd-Pdl”.

Sul Messaggero Marco Ajello riduce la pattuglia pronta al soccorso a 15 grillini, ai quali si aggiungono sette voti di Sel, i cinque senatori a vita, i quattro ex grillini ora al Gruppo Misto.

Per un Letta bis, infatti, sono necessari a Palazzo Madama 161 voti. Il governo attuale ne ha 147, se si contano già i senatori a vita e gli ex M5s. I 14 voti mancanti arriverebbero, oltre che da Sel, dai grillini “stanchi” di Gianroberto Casaleggio. Ajello ne fa anche i nomi: oltre ai “dialoganti” Alberto Orellana e Lorenzo Battista, Alessandra Bencini, Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella, Girolamo Pepe, Giuseppe Vacciani e Tommaso Currò. 

Ci sono poi i cinque senatori del gruppo Gal (Grandi autonomie e libertà) e dieci esponenti del Pdl campano e siciliano. In totale si arriva a 184, scrive Ajello: 23 voti sopra il quorum di 161.

Scrive Il Messaggero che Denis Verdini in queste ore sta inseguendo telefonicamente i senatori del Pdl in bilico. Chiede l’aiuto di Nitto Palma, coordinatore regionale campano, per “tenere stretti” i suoi.

Ma loro, scrive Ajello,

hanno paura di Daniela Santanchè come padrona delle liste elettorali, pitonessa della nuova Forza Italia pronta a lanciarsi nella nuova crociata per la libertà di Silvio e dell’Italia.

Notizie di fughe massicce dal Pdl, zero. Ma smanie d’avventure crisaiole, meno di zero. E quello che ha appena spiegato il senatore che dovrebbe subentrare a Berlusconi come eletto nel Molise, Ulisse Di Giacomo, rappresenta un idem sentire poco esprimibile ma molto radicato nel corpaccione parlamentare degli azzurri: «Se il seggio di Berlusconi va a me, io voterò per tenere in vita il governo».