“Berlusconi decaduto perché interdetto non per la Severino”: lodo Buemi, no Pd

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2013 13:27 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2013 13:27
"Berlusconi decaduto perché interdetto non per la Severino": lodo Buemi, no Pd

“Berlusconi decaduto perché interdetto non per la Severino”: lodo Buemi, no Pd

ROMA – “Berlusconi decaduto perché interdetto non per la Severino”. Il lodo Buemi. Forse l’inedita e appena proposta “terza via” sulla decadenza di Berlusconi da senatore aprirà un nuovo fronte di discussione, forse verrà archiviata subito perché irricevibile secondo il presidente della Giunta delle Immunità del Senato.

Enrico Buemi, membro socialista della Giunta, l’ha teorizzata e lanciata oggi: propone che Berlusconi sia dichiarato decaduto perché interdetto dai pubblici uffici con una sentenza passata in giudicato e non per le norme contenute nella legge Severino che il Pdl ritiene suscettibile di inconstituzionalità dal momento che agisce retroattivamente. A parità di tempi, cioè badando a rispettare le consegne del calendario già deciso, il lodo Buemi, negli auspici del suo estensore renderebbe un pezzo di ragione a ogni parte in causa.

La Giunta non si esimerebbe dall’applicare una sentenza passata in giudicato rispettando il principio che le sentenze vanno eseguite, senza però sottostare a una legge del Governo (la Severino) comunque limitativa delle prerogative parlamentari: quindi decadenza subito in Giunta, ma con effetto sospeso fino la Corte d’Appello non avrà ricalcolato gli anni di interdizione dai pubblici uffici. Solo allora, infatti, diciamo a metà di ottobre, scatta la comunicazione al Senato della cancellazione di Silvio Berlusconi dalle liste elettorali.

Un comitato ristretto, a termini di regolamento, potrebbe invertire le priorità esaminando prima l’interdizione della incandidabilità. Tutte le risultanze istruttorie già acquisite verrebbero messe subito agli atti per non perdere tempo. Enrico Buemi ha dichiarato che la proposta ha suscitato “apprezzamenti inaspettati anche dal Movimento 5 Stelle”.

Dalle reazioni di Pd e presidente della Giunta, si capisce però che la terza via Buemi non sembra praticabile. “Il presidente della Giunta, Dario Stefàno, ha considerato non accoglibile e infondata la proposta del senatore socialista Enrico Buemi” ha spiegato il senatore del Pd Felice Casson, a margine dei lavori della Giunta. Buemi chiedeva che, dopo aver bocciato la proposta del relatore Augello, si convocasse il comitato inquirente previsto dal regolamento e si attendesse l’entrata in vigore dell’interdizione prima di procedere ad un voto definitivo, anche in aula, sulla decadenza del Cav.

Danilo Leva, presidente del Forum Giustizia Pd non lascia spazi di mediazione. “Il cosiddetto lodo Buemi non ha alcuna ragion d’essere. Non vi sono strade alternative rispetto al percorso stabilito in Giunta. Si tratta di una soluzione impraticabile. La decadenza, conseguenza della incandidabilità ai sensi della Legge Severino, non è una pena accessoria di natura penale, come invece l’interdizione dai pubblici uffici che la Corte d’Appello è chiamata a rideterminare il 18 ottobre a seguito della sentenza della Cassazione. Quindi si tratta di due strade completamente diverse nonché di condizioni giuridiche completamente differenti. E’ un dato incontrovertibile su cui spero non si cerchi di alimentare ulteriori polemiche né imbastire inaccettabili tentativi dilatori”.