Decreto anti-terrorismo: carcere per i “foreign fighters”, oscurati siti pro Isis

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Febbraio 2015 20:26 | Ultimo aggiornamento: 10 Febbraio 2015 20:27
Decreto anti-terrorismo: carcere per i "foreign fighters", oscurati siti pro Isis

I ministri Roberta Pinotti e Angelino Alfano durante la conferenza stampa al termine del consiglio dei ministri ANSA

ROMA – Il governo Renzi ha varato il decreto anti-terrorismo: andare a combattere all’estero (è il caso dei “foreign fighters”) diventa reato; aumentano le pene per i “lupi solitari” che si addestrano da soli a usare armi da guerra o esplosivi; chi detiene materiali per costruire bombe oppure omette di denunciarne il furto (esempio: il titolare di una cava di tritolo) sarà arrestato.

E inoltre: rafforzate le misure di prevenzione con 1.800 soldati in più nelle strade italiane dei quali 600 nella sola Milano per l’Expo 2015; lista nera dei siti che inneggiano al terrorismo, che verranno oscurati. Infine: istituita la superprocura anti-terrorismo, come fu fatto contro la mafia alla fine degli anni 80.

Lo ha presentato – al termine del consiglio dei ministri – il ministro dell’Interno Angelino Alfano, specificando che “Si potranno adottare nei confronti dei sospettati di terrorismo le stesse misure di prevenzione già adottate per i sospettati di mafia”.

“Punito chi combatte con l’Isis”, ha detto Alfano, con pene che vanno dai 3 ai 6 anni di reclusione, ma non ha chiarito del tutto se sarà punito anche chi va a combattere contro l’Isis, come chi si arruola nei combattenti curdi in formazioni come Pkk e Ypg: “L’obiettivo del provvedimento è punire chi va a combattere in terra straniera avendo finalità terroristiche”.

Nell’impostazione generale del decreto, volta alla repressione preventiva, “sono stati inoltre rafforzati i poteri di espulsione dei prefetti nei confronti di stranieri” sospetti e quelli per il «ritiro del passaporto e dei documenti validi per l’espatrio”. A proteggere le città, in continuità con l’operazione Strade Sicure lanciata dal tandem Roberto Maroni-Ignazio La Russa (nel 2008 ministri di Interno e Difesa), sarà aumentato il contingente dei militari, da 3.000 a 4.800, che presidieranno i “siti sensibili”.