Decreto Genova, Senato boccia emendamento contro condono su Ischia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 novembre 2018 19:12 | Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018 19:39
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Decreto Genova, Senato boccia emendamento contro condono su Ischia

ROMA – Il Senato reintroduce il condono edilizio a Ischia, respingendo (200 no, 75 si e un astenuto) l’emendamento all’articolo 25, presentato ieri da Forza Italia e approvato in commissione al Senato battendo così la maggioranza.

Con la bocciatura, votata durante l’esame del decreto Genova e altre emergenze in corso a Palazzo Madama, si torna di fatto al testo iniziale dell’articolo, per cui restano il riferimento e l’applicazione della legge sul condono dell’85 (la n.47) per le istanze pendenti su immobili danneggiati dal sisma di un anno fa.

Condono Ischia: ecco cosa c’è scritto nel decreto

Poco prima delle ore 21 del 21 agosto 2017, un terremoto di magnitudo 4.0 ha colpito l’isola di Ischia (in particolare i comuni di Casamicciola Terme, Forio e Lacco Ameno) provocando 2 morti e 42 feriti.

A seguito del tragico crollo del ponte Morandi il 14 agosto 2018, il governo ha emanato lo scorso 28 settembre il decreto Emergenze (conosciuto anche come decreto Genova) che adesso deve essere ratificato dal Parlamento.

All’interno del decreto, nello specifico nell’articolo 25 intitolato “definizione delle procedure di condono”, sono stati inseriti dei provvedimenti riguardanti il terremoto che più di un anno fa ha colpito Ischia.

Per i tre Comuni interessati dal sisma del 2017, vengono definite “le istanze di condono relative agli immobili distrutti o danneggiati dal sisma” presentate in base a tre condoni del passato: febbraio 1985 (governo Craxi), dicembre 1994 (governo Berlusconi) e novembre 2003 (governo Berlusconi).

Nel decreto quindi si stabilisce che le istanze di condono “trovano esclusiva applicazione le disposizioni di cui ai Capi IV e V della legge 28 febbraio 1985”, ovvero quella più datata nel tempo

Inoltre gli altri commi dell’articolo 25 oltre a indicare alcune limitazioni, stabiliscono un “termine di 6 mesi dall’entrata in vigore della legge per chiudere con una decisione tutti i procedimenti di esame delle istanze di condono ancora irrisolti”.